Chiara Poggi, la svolta clamorosa che nessuno si aspettava (2 / 2)

Nuove ipotesi investigative gettano ombre inquietanti sul delitto di Chiara Poggi che perse la vita nella sua abitazione di Garlasco il 13 agosto 2007. La rilettura della relazione autoptica firmata dal professor Marco Ballardini, e alcuni dettagli emersi nelle ultime settimane, sembrano aprire spiragli su un possibile concorso nel delitto, finora attribuito unicamente ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva.

Sul corpo di Chiara fu individuata una ferita compatibile con l’impronta di una scarpa, forse un tacco o una punta. Un dettaglio che, a distanza di anni, torna a fare rumore. Non si tratterebbe infatti della suola numero 42 delle scarpe Frau, ritenuta compatibile con quella del condannato, ma di una calzatura diversa. Forse persino femminile.

Un’ipotesi che porta gli inquirenti a non escludere la presenza di una seconda persona sulla scena del delitto. Tra i nomi emersi c’è quello di Andrea Sempio, ora formalmente indagato per concorso nel delitto della Poggi. Il referto autoptico restituisce un quadro agghiacciante: Chiara è stata colpita alla testa da un oggetto contundente dotato almeno di uno spigolo netto.

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I segni sul volto, spiegava Ballardini, potrebbero derivare da colpi inferti a mani nude, forse pugni. Sembra tutto orientarsi nella direzione di un’aggressione mossa da rabbia o desiderio di punizione. Sulla coscia sinistra di Chiara è stata individuata una lesione compatibile con la pressione di un tacco o di una punta appuntita.

Questo dettaglio rafforza l’ipotesi di una calzatura diversa da quelle maschili attribuite a Stasi, suggerendo la presenza e il coinvolgimento attivo di una donna. Chiara, secondo Ballardini, non ha avuto modo di difendersi. Non ci sono segni evidenti di reazione, a parte contusioni su braccia e gambe, forse frutto di una caduta durante un tentativo disperato di fuga.