Come noto, il brand di Chiara Ferragni è uno dei più apprezzati sul mercato e vale una miniera d’oro. Non sorprende, dunque, che decine di migliaia di persone abbiano acquistato il pandoro Balocco con il suo marchio a più del doppio del prezzo di mercato. D’altronde parliamo di una delle influencer più amate dagli italiani, che pendono dalle sue labbra quando si parla di moda e fashion.
A dire la sua sull’accaduto è intervenuto in queste ore anche Giampiero Mughini, reduce da un’inattesa esperienza tra le mura del Grande Fratello Vip. Il noto scrittore, celebre per la fede bianconera, non si è fatto troppi problemi a punzecchiare con la sua proverbiale schiettezza la moglie di Fedez, della quale ne ha riconosciuto innanzitutto una certa astuzia nel gestire questo passo falso.
“Abile e intelligente com’è, –scrive Mughini– la nostra Chiara nazionale ha capito di averla fatta grossa e ha deciso di fare pubblica ammenda e dunque di snocciolare un milioncino di euro in beneficenza, quattro spiccioli a giudicare dal suo standing economico. Mi ha colpito il modo in cui in tv ha presentato la sua “autocritica”, senza trucco e pressoché irriconoscibile”.
Poi aggiunge: “Solo che la storia non sembra finire lì e che ci sono altre ‘sponsorizzazioni’ un po’ losche fatte dalla Ferragni, una che quando l’hanno fotografata in un celebre museo fiorentino all’indomani in quel museo è arrivata più gente del solito. Staremo a vedere, e ferma restando la mia opinione che abbiamo a che fare con un genio invidiatissimo da 29 milioni di italiani”.
Quali sono le altre sponsorizzazioni ‘losche’ alle quali fa riferimento Mughini? In sostanza, si è scoperto che oltre al pandoro, la Ferragni avrebbe agito con le stesse modalità per quanto riguarda le uova di Pasqua con il suo marchio. A rivelare quest’altra bomba è stato lo stesso proprietario di ‘Dolci preziosi‘ al Fatto quotidiano, ai cui microfoni ha svelato come la nota influencer abbia guadagnato circa 1,2 milioni di euro dall’operazione commerciale, ma senza sborsare un euro in beneficienza; a fare una donazione all’associazione sarebbe stata solo l’azienda ‘Dolci preziosi’.