Chiara Ferragni, la grave notizia poco fa: fan increduli (2 / 2)

Scura in volto, trucco appena accennato e capo cosparso di cenere: è apparsa così Chiara Ferragni in un video postato sui social in cui ha fatto mea culpa per il grave accaduto, annunciando di aver donato un altro milione in beneficienza per ‘espiare’ le sue colpe. Non basterà questo, invece, per convincere la Guardia di Finanza dei presunti illeciti commessi.

Nella prima informativa depositata in Procura nell’ambito dell’inchiesta sul pandoro è spuntata una nuova clamorosa novità: sulla base di una serie di email scambiate con Balocco ed acquisite dai risultati dell’inchiesta dell’Antitrust, si paventa una nuova ipotesi di reato, la truffa. Non più, quindi, frode in commercio, ma un illecito ancora più compromettente rispetto alla posizione della nota influencer con la giustizia.

Per il momento, occorre precisare, si tratta solo di una ipotesi di reato, poichè non c’è stata alcuna iscrizione nel registro degli indagati: siamo sempre ad un fascicolo a modello 45, quello in cui vengono depositati atti che non costituiscono reato e che non hanno indagati.

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Tornando alla delicata questione delle email scambiate tra la Balocco e una società della Ferragni, al loro interno si evince come i rappresentanti della nota azienda di panettoni segnalassero come, stando alle modalità di realizzare la pubblicità suggerite dalla società della nota influencer digitale, si corresse appunto il rischio di rendere ‘ingannevole’ l’annuncio.

Il procuratore aggiunto Eugenio Fusco dovrà ora valutare se il contenuto di queste email possano configurare il reato di truffa ai sensi dell’articolo 640 cp. Un altro nodo da sciogliere a tal proposito è quello della querela, poichè si può avviare un indagine per il reato di truffa solo in presenza di una denuncia specifica.