Ormai sono diversi giorni che nei giornali e nei tg non si parla d’altro che dello stupr* di Palermo. A finire al centro del morboso interesse dei media è anche la povera 19enne vittima di questo tremendo episodio. In questi giorni pare che la giovane abbia dato segnali di un preoccupante malessere sui suoi profili social.
La ragazza avrebbe postato delle frasi riconducibili al suicidi*, motivo per il quale si è optato per trasferire la ragazza in una comunità protetta, fuori dal capoluogo siciliano, dove le sarà permesso anche di lavorare. Per tutelare ancora di più la ragazza il Garante per la protezione dei dati personali ha comunicato l’avvio di un’istruttoria nei confronti dei siti che hanno diffuso le generalità della ragazza.
A finire nel mirino sono le testate giornalistiche che non hanno tutelato la sua identità: “L’Autorità, si legge nella nota, si riserva inoltre di adottare i provvedimenti ritenuti necessari e di informarne l’autorità giudiziaria per le valutazioni di competenza”.
E conclude: “Nonostante le regole deontologiche dei giornalisti impongano chiaramente di rappresentare fatti di cronaca di questa gravità senza indugiare in dettagli che possano portare a individuare le vittime di violenz, si sono registrati – viene spiegato nel comunicato – diversi casi in cui l’informazione è stata da subito caratterizzata da un eccesso di particolari e da una morbosa attenzione sulla vicenda”.
Intanto gli inquirenti sono ancora al lavoro con le indagini e nella giornata di mercoledì si terrà l’udienza del Tribunale del Riesame per decidere sull’istanza di scarcerazione di uno dei sette indagati. Nelle settimane successive i giudici vaglieranno caso per caso la situazione di ognuno degli indagati.