I carabinieri stanno eseguendo ancora le indagini per cercare di ricostruire quello successo quella sera nell’appartamento di Senago (Milano) dove Giulia viveva assieme ad Alessandro.
Nella giornata del 6 giugno le forze dell’ordine sono tornate nella casa dove viveva la coppia, e durante i rilievi hanno anche recuperato i documenti di Giulia, il bancomat e la carta di credito. Alessandro aveva detto che lei aveva portato con sé i documenti in questione e che quindi si fosse allontanata volontariamente, documenti che sono stati ritrovati proprio nelle scorse dai carabinieri in un tombino nei pressi della stazione della metropolitana Comasina.
Ed è proprio nelle acque di quello stesso tombino che si troverebbe anche il cellulare di Giulia, visto che Alessandro ha poi dichiarato di aver gettato tutto lì dentro, questo in un vano quanto maldestro tentativo di depistare le indagini. Trovato anche l’oggetto con cui Alessandro ha colpito Giulia.
Nella serata del 6 giugno i carabinieri hanno passato al setaccio anche il garage e la cantina al piano interrato, in cui il barman 30enne ha confessato di aver nascosto il corpo di Giulia.
Qui sarebbero stati trovati altri elementi che potrebbero ulteriormente aggravare la posizione di Alessandro. Come si sa il gip in queste ore ha escluso che il tutto fosse stato premeditato, ma la questione potrebbe cambiare.
Tra i ritrovamenti della giornata del 6 giugno figura anche una confezione di veleno per topi: da quanto si apprende dalla stampa nazionale Alessandro avrebbe cercato sul web che effetto farebbe il veleno in questione sull’essere umano. Un altro tassello che potrebbe confermare in maniera incontrovertibile la premeditazione del delitto di Giulia. Sarebbero inoltre emerse altre contraddizioni e i carabinieri hanno anche ritrovato la pellicola usata da Alessandro per avvolgere il corpo senza vita di Giulia. Dalle indagini emerge che il profilo di Alessandro è quello del “narcisista manipolatore”.