Caso Giovanna Pedretti, l’annuncio improvviso ha sconvolto l’Italia (2 / 2)

Giovanna Pedretti è stata ritrovata esanime sulle sponde del fiume Lambro e l’ipotesi, al momento, più seguita, è che si sia tolta la vita perché istigata da qualcuno a compiere il gesto estremo. Proprio per questo è  stato aperto un fascicolo contro ignoti.. Al momento non ci sono indagati ma la comunità di  Sant’Angelo Lodigiano, sconvolta dalla perdita della sua concittadina, chiede giustizia.

In ballo viene tirata l’indignazione che Giovanna ha avuto contro una recensione, scritta da un cliente, infastidito  dal fatto che la sua pizzeria fosse piena di omosessuali e disabili. Si parla di gogna social, e le accuse sono rivolte, in particolare, alla giornalista e blogger Selvaggia Lucarelli e al suo compagno, Lorenzo Biagarelli che hanno rimarcato tutto quello che di incongruente c’era nel post della ristoratrice. In pochissimo, sul web, la 59enne è stata bollata come truffatrice alla ricerca di fama e introiti economici.

In tanti la difendono a spada tratta perché il suo ristorante non aveva bisogno di tutto questo, andando a gonfie  vele e non sono state riscontrate difficoltà economiche della famiglia. A rompere il silenzio è stata la figlia della Pedretti, Fiorina D’Avino, con un post diretto e pungente scagliato contro la Lucarelli, ringraziandola per aver massacrato per via mediatica la madre.

Scomparsa Alessandro Venturelli, l’annuncio poco fa della madre Scomparsa Alessandro Venturelli, l’annuncio poco fa della madre

Anche il suo compagno, Biagiarelli, ha ricevuto pesanti accuse, con l’invito a farsi un’esame di coscienza, come dovrebbero farlo tutti coloro che hanno messo alla gogna la ristoratrice. Tra i tanti commenti verso di lui, questi, come riportati da leggo.it: “Si stava parlando di un commento, seppur inventato. È assurdo tale accanimento, non c’è coerenza in tutto ciò lo capisci?”, “Un uso dei social così violento fa paura, smettetela”.

Si ricorda che Giovanna Pedretti, proprio a seguito di quella recensione, era stata sentita polizia giudiziaria, dove si ipotizzava il reato di istigazione all’odio,  mentre i carabinieri del Comando provinciale di Lodi indagato sulla Fiat Panda, nella quale sono state rinvenute parecchie tracce ematiche. Si procederà all’ascolto di familiari e amici come  testimoni. Tutto è ancora un giallo.