Carabiniere Carlo, durante i funerali rompe il silenzio il fratello (2 / 2)

I funerali del brigadiere Carlo Legrottaglie si sono tenuti  nella chiesa dei Cappuccini di Ostuni, sua città d’origine, e il feretro avvolto nel Tricolore che ha servito fino alla fine della sua esistenza  terrena, con   sopra il suo cappello e la medaglia, è giunto  nel luogo religioso, sotto gli occhi di tante cariche istituzionali.

Familiari, amici, colleghi,  sono stati un tutt’uno con il nostro capo di Stato Sergio Mattarella,   Matteo Piantedosi e Guido Crosetto,   con le lacrime di commozione agli occhi.

Impossibile trattenerle, pensando allo strazio di papà Grazio, mamma Maria, del fratello di Carlo, ma anche della moglie, rimasta vedova, e della loro due figlie gemelle, adolescenti.

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Carlo Legrottaglie, fratello del brigadiere deceduto, ha dichiarato: “Io gli dicevo basta, hai 60 anni, stai a casa, hai una famiglia… Ma lui voleva salvare il mondo” . Sono parole rilasciate nel giorno dei funerali, affidate a La Repubblica, che ha deciso di renderle pubbliche.

Mentre i   colleghi  carabinieri,  per i quali era  Carlo era semplicemente “zio Carlo”,   continuano a non darsi pace per l’accaduto,  Grazio e Maria sono due genitori  devastati dalla perdita del figlio, così come il fratello Vito e tutti coloro che, direttamente o indirettamente, hanno avuto la fortuna di conoscere Carlo nella sua breve esistenza terrena, perdendo la vita in nome di quella divisa che, con fierezza, orgoglio e bravura, ha sempre indossato.   Non ci sono parole e del resto, ogni  vocabolo sarebbe piccolo in confronto a ciò che  è accaduto .