I funerali del brigadiere Carlo Legrottaglie si sono tenuti nella chiesa dei Cappuccini di Ostuni, sua città d’origine, e il feretro avvolto nel Tricolore che ha servito fino alla fine della sua esistenza terrena, con sopra il suo cappello e la medaglia, è giunto nel luogo religioso, sotto gli occhi di tante cariche istituzionali.
Familiari, amici, colleghi, sono stati un tutt’uno con il nostro capo di Stato Sergio Mattarella, Matteo Piantedosi e Guido Crosetto, con le lacrime di commozione agli occhi.
Impossibile trattenerle, pensando allo strazio di papà Grazio, mamma Maria, del fratello di Carlo, ma anche della moglie, rimasta vedova, e della loro due figlie gemelle, adolescenti.
Carlo Legrottaglie, fratello del brigadiere deceduto, ha dichiarato: “Io gli dicevo basta, hai 60 anni, stai a casa, hai una famiglia… Ma lui voleva salvare il mondo” . Sono parole rilasciate nel giorno dei funerali, affidate a La Repubblica, che ha deciso di renderle pubbliche.
Mentre i colleghi carabinieri, per i quali era Carlo era semplicemente “zio Carlo”, continuano a non darsi pace per l’accaduto, Grazio e Maria sono due genitori devastati dalla perdita del figlio, così come il fratello Vito e tutti coloro che, direttamente o indirettamente, hanno avuto la fortuna di conoscere Carlo nella sua breve esistenza terrena, perdendo la vita in nome di quella divisa che, con fierezza, orgoglio e bravura, ha sempre indossato. Non ci sono parole e del resto, ogni vocabolo sarebbe piccolo in confronto a ciò che è accaduto .