La cronaca nazionale, in queste ore, continua a parlare dello schianto ferroviario avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì a Brandizzo, alle porte di Torino, in cui cinque operai sono stati travolti da un convoglio che viaggiava ad una velocità di 160 chilometri orari, perdendo la vita sul colpo.
Cinque lavoratori che non ce l’hanno fatta, scavando nel loro vissuto. I loro nomi e i loro volti la stampa li ha già abbondantemente resi noti. Si tratta del 22enne Kevin Laganà, del 34enne Michael Zanera, del 43enne Giuseppe Sorbillo, 43, di Giuseppe Saverio Lombardo, 52 anni, del 49enne Giuseppe Aversa, 49. Tutti e cinque erano dipendenti della Sigifer Srl, che ha sede a Borgo Vercelli.
Gli operai deceduti sul colpo stavano sostituendo alcuni metri di binario in un’area dove erano in corso interventi di manutenzione, sui binari a Brandizzo lungo la linea ferroviaria Torino-Milano, nei pressi di Chivasso, quando la loro esistenza è stata stroncata.
Nella giornata di venerdì la procuratrice capo di Ivrea Gabriella Viglione, nella giornata di venerdì ha confermato l’iscrizione nel registro degli indagati di due persone, in relazione all’incidente ferroviario che è costato la vita a 5 operai, dicendo: “Dalle prime indagini sono emerse irregolarità gravi nelle fasi precedenti al disastro, l’evento poteva essere evitato se solo la procedura fosse stata seguita correttamente”.
Si tratta dei due sopravvissuti alla strage: l’addetto di Rfi Antonio Massa, residente nel Torinese, e Andrea Girardin Gibin, caposquadra della Sigifer, l’azienda di Borgo Vercelli a cui era stata affidata la manutenzione della linea ferroviaria, mentre poco fa sono state svelate le ultime telefonate precedenti lo schianto ferroviario. Vediamo insieme cosa è emerso, nella seconda pagina del nostro articolo.