Brandizzo, svelate le ultime telefonate prima dello schianto: cosa è emerso (2 / 2)

La Procura di Ivrea continua a indagare sulla strage di Brandizzo, alle porte di Torino, in cui, il 30 agosto, poco prima di mezzanotte, quando un convoglio ha travolto e strappato la vita a cinque operai, iil più giovane dei quali 22enne. Come dicevamo, sono due gli iscritti nel registro degli indagati, ossia Antonio Massa e Andrea Girardin Gibin, rispettivamente il dipendente Rfi che aveva il compito di dare il nulla osta e il caposquadra della Si.gi.fer.

I due superstiti verranno interrogati nei prossimi giorni ma su di loro pendono accuse pesantissime di omicidio plurimo e disastro ferroviario con dolo eventuale. In attesa che i due vengano ascoltati, le indagini , coordinate dalla procuratrice Gabriella Viglione, non possono assolutamente fermarsi, concentrandosi su 3 telefonate, datte in 26 minuti. Questo quanto riportato da Repubblica. In due conversazioni, succedutesi , vi è l’ordine di non procedere con i lavori, sino allo schianto, col fragore in diretta telefonica.

Perché queste conversazioni sono così importanti? Secondo chi indaga, poiché i 5 operai non avrebbero dovuto trovarsi su quel binario in quel preciso momento. I cinque non avrebbero avuto nessuna autorizzazione scritta che desse l’ok all’intervento. Gli inquirenti vogliono accertarsi di un’altra cosa, ossia del fatto che l’esecuzione dei lavori senza autorizzazione messa per iscritto non fosse un’abitudine poiché , in quel caso, finirebbero con l’essere indiagate anche Rfi e la ditta Si.gi.fer come società.

Ma vediamo il contenuto delle ultime 3 chiamate precedenti lo schianto. La prima telefonata è avvenuta tra le 23.26 e le 23.29. Massa ha chiesto alla tecnica di Chivasso se potevano cominciare e lei ha tassativamente risposto: “State fermi. Deve ancora passare un treno, che è in ritardo. Aggiorniamoci dopo”. Si tratta di un messaggio inascoltato. Nella seconda telefonata, avvenuta poco dopo le 23.30, come riportato da Repubblica, i 5 operai stanno continuando ad operare sul binario con mezzi rumorosi e Massa, ancora una volta rivolgendosi alla tecnica, le chiede  se possono andare. Per l’ennesima volta, ricevere in risposta un no. con l’aggiunta di queste parole: “Bisogna aspettare dopo la mezzanotte. Ci sono due fasce orarie possibili in cui lavorare dopo quell’ora, o prima o dopo l’una e mezza, ora in cui passerà un altro treno. Scegliete voi quale preferite”.

La terza telefonata, è quella in cui, in diretta telefonica, un forte boato pone fine all’esistenza degli operai. Massa e l’addetta di Chivasso sono in silenzio e la conversazione si interrompe. Dopo lo schianto ferroviario Massa, in lacrime, urla : “Sono deceduti tutti! Sono deceduti tutti sui binari!”.