Blitz dei carabinieri, prelevati i genitori e lo zio di Kata (2 / 2)

Gli inquirenti hanno deciso di secretare le testimonianze rese dai genitori di Kata che, nelle scorse ore, sono stati ascoltati dai pm. La mamma di Kata, Kathrina Alvarez, e il papà Miguel Angel Ramon Chicllo Romero, però, subito dopo l’interrogatorio, negli uffici della Procura fiorentina, durato due ore per lui e un’ora per lei, sono stati trasferiti in un luogo protetto che non è stato, per ovvie ragioni, comunicato. Ma il trasferimento dall’ex hotel Astor ai servizi sociali del comune di Firenze, è scattato anche per diversi familiari di Kata.

I carabinieri hanno comunicato: “I genitori di Kata e la famiglia dello zio sono stati riallocati in accoglienza, a cura dei servizi sociali del comune. Al momento, non è possibile indicare dove”. Indubbiamente questa decisione fa riflettere. In tanti si chiedono se, nel corso dell’interrogatorio dei genitori di Kataleya siano emersi dettagli nuovi nell’inchiesta e che, magari, qualche elemento che finora non era sul tavolo, ora potrà essere valutato dagli investigatori.

La scelta di allontanare i genitori dal palazzo potrebbe essere avvenuto proprio per il timore di ritorsioni e interferenze, come denunciato dall’avvocato Daica Rometta, la legale di dell’associazione Penelope che, sin dall’inizio della vicenda, è stata sempre vicina alla famiglia.

Katherine Alvarez e Miguel Angel Ramon Chicllo Romero, i genitori di Kata, sono stati trasferiti in una “località segreta”, così come la famiglia dello zio ma, come noto, loro, assieme a degli amici vicini, hanno svariate volte parlato di diversi litigi, avvenuti nei giorni precedenti alla scomparsa della figlioletta,  nell’ambito di una rivalità tra la famiglia di Kata e un altro gruppo di connazionali, sui costi e l’occupazione delle stanze dell’ex hotel Astor in cui abitano. In queste ore, intanto, le indagini proseguono e, nelle scorse ore, gli inquirenti si sono presentati di nuovo nell’ex hotel Astor per l’effettuazione di alcuni rilievi e per prelevare lo spazzolino da denti usato da Kataleya, in modo da ricavarne il suo Dna ed inserirlo nella banca dati nazionale, confrontandolo con reperti che reputano utili.

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La decisione di prelevare i genitori di Kata, trasferendoli in una località protetta, potrebbe essere la conferma che gli inquirenti si siano ormai indirizzati lungo la pista di un rapimento per ritorsione nell’ambito di un regolamento di conti tra bande all’interno dell’ex hotel Astor al cui interno vi è un contesto di illegalità diffusa, relativo al racket degli affitti abusivi. Intanto Daica Rometta, l’avvocato che assisteva la famiglia di Kata  per conto dell’Associazione Penelope ha rinunciato al mandato, motivando così la sua decisione: «Le reiterate interferenze esterne subite nello svolgimento di questo delicatissimo mandato mi hanno suggerito di rinunciare all’incarico professionale tant’è che già nel primo pomeriggio ho invitato la mamma a nominare altro difensore».