"Attenti alla schiuma". Era già successo nel 2020: barman del Costellation vuota il sacco (1 / 2)

"Attenti alla schiuma". Era già successo nel 2020: barman del Costellation vuota il sacco

Il bagliore delle vette svizzere di Crans-Montana ha sempre fatto da cornice a festeggiamenti esclusivi, dove il lusso e la spensieratezza sembrano sospendere le normali regole della prudenza. In quel contesto ovattato, il Costellation rappresentava il cuore pulsante del divertimento, un rifugio dove brindare al futuro tra luci soffuse e calici di cristallo.

Eppure, proprio tra quelle mura, il velo di normalità nascondeva una consuetudine che oggi, alla luce degli eventi, appare come un presagio inquietante rimasto inascoltato per anni.Tutto ha inizio in una serata apparentemente identica a tante altre, durante la notte di Capodanno del 2020. L’atmosfera è elettrica, il locale è colmo di persone pronte a salutare il nuovo anno con la tipica euforia delle grandi occasioni. Al centro della scena, l’attenzione si sposta verso il bancone, dove i preparativi per un brindisi spettacolare stanno per trasformarsi in una esibizione ad alto rischio.

Un video dell’epoca mostra chiaramente la sequenza: vengono accese le fontanine pirotecniche posizionate sopra le bottiglie di champagne. È un momento di tensione visiva, dove le scintille danzano pericolosamente vicino a materiali infiammabili, mentre la folla applaude ignara del potenziale pericolo. Un gesto ripetuto, diventato quasi un rito, che sfida apertamente le più basilari norme di sicurezza in uno spazio chiuso.Proprio in quel frangente, tra le grida di gioia, emerge un dettaglio che rompe l’incantesimo della festa. Un barman, consapevole della fragilità di quell’equilibrio, lancia un avvertimento diretto che oggi risuona come un monito agghiacciante.

Mentre la schiuma di un estintore viene spruzzata per smorzare un principio di fiamma troppo vicina al soffitto, l’uomo esclama una frase che conferma come il pericolo fosse già noto a tutti i presenti.Quell’avvertimento, gridato tra i sorrisi e la musica, non era solo una precauzione momentanea, ma la prova documentata che la gestione del locale era perfettamente a conoscenza di una minaccia costante.

Un segnale che, sebbene allora fosse stato accolto con leggerezza, conteneva in sé il germe di una tragedia che si sarebbe compiuta esattamente cinque anni dopo.Ma cosa è successo realmente in quei pochi secondi ripresi dallo smartphone di un cliente e perché quelle parole oggi pesano come macigni nelle indagini?