"Attenti alla schiuma". Era già successo nel 2020: barman del Costellation vuota il sacco (2 / 2)

Le immagini recuperate mostrano il personale del locale intervenire con estrema rapidità per contenere una situazione che stava già sfuggendo al controllo. Nel video del 2020, si vede chiaramente l’uso di un estintore per spegnere le fiamme generate dalle candele pirotecniche che avevano raggiunto le decorazioni del soffitto. È in quel momento che si sente distintamente il barman gridare: «Attenti alla schiuma!», riferendosi al getto della sostanza estinguente che rischiava di finire nei calici dei clienti.

Questo documento, pubblicato da Open e firmato da Giovanni Ruggiero, è diventato un elemento centrale per ricostruire la catena di responsabilità. I fatti dimostrano che la pratica di accendere fuochi artificiali all’interno del Costellation non fosse un episodio isolato, ma una consuetudine tollerata dai titolari nonostante i precedenti segnali di allarme.

La consapevolezza del rischio incendio era tale che il personale era già addestrato a intervenire con i mezzi di soccorso durante le coreografie.Il legame con il presente è assurdo: le stesse fontanine pirotecniche riprese in quel filmato sono le medesime che, cinque anni dopo, hanno innescato l’azione violenta del fuoco che ha portato al decesso di 40 persone.

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Gli inquirenti e i Carabinieri stanno ora analizzando ogni fotogramma per confermare come la gestione avesse ignorato sistematicamente le norme di sicurezza, trasformando un luogo di svago in una trappola senza via d’uscita.Le testimonianze raccolte e i video d’archivio dipingono un quadro di gravissime omissioni. Quella che nel 2020 era stata archiviata come una piccola emergenza vitale gestita con un estintore, è oggi la prova regina di una tragedia annunciata.

Il segno lasciato da quell’incendio del passato non è stato sufficiente a cambiare rotta, portando a conseguenze devastanti che hanno sconvolto l’intera comunità di Crans-Montana.Oggi quel video non è più solo il ricordo di un Capodanno movimentato, ma il pilastro su cui si fonda l’accusa contro chi, pur sapendo, ha permesso che la festa continuasse fino al punto di non ritorno.