Chi credeva di aver dimenticato per sempre la parola Green Pass dovrà ricredersi. Essi, perché quest’ultimo pare stia tornando ad essere utilizzato, non solo a livello nazionale, ma globale. Alt: ve lo diciamo subito per evitare equivoci, soprattutto tra i complottisti, nessuno spostamento da una parte all’altra del mondo sarà vietato. Anzi.
Secondo quanto si è apprende dalle autorità in materia di sicurezza di sanitaria Unione Europea e Organizzazione Mondiale della Sanità hanno firmato un accordo che mira a istituire un sistema di certificazione che “contribuirà a facilitare la mobilità globale e a proteggere i cittadini di tutto il mondo dalle minacce sanitarie attuali e future”, incluse probabili e future pandemie.
Si tratta di uno strumento che verrà entrerà in vigore dal mese di giugno 2023 e che sarà implementato nei prossimi mesi. Ma nello specifico che cosa è questo “Green Pass mondiale”? Non sarà altro che un certificato digitale che mostrerà quali profilassi e vaccinazioni un determinato soggetto ha avuto fino a quel momento.
L’Oms, nell’ambito di una strategia più ampia, adotterà dunque nel corso del mese di giugno il sistema di certificazione digitale dell’Unione europea elaborato durante il Covid. Tale accordo va verso quindi l’istituzione di quello che potrebbe essere chiamato un passaporto digitale mondiale che facilita la mobilità non solo nell’Unione ma anche oltre i suoi confini.
“Basandosi sulla rete di certificazione digitale di grande successo dell’Ue, l’Oms mira a offrire a tutti gli Stati membri dell’Oms l’accesso a uno strumento sanitario digitale open-source, che si basa sui principi di equità, innovazione, trasparenza, protezione dei dati e privacy” – queste le parole del direttore dell’OMS, Tedros Ghebreyesus.
L’OMS non avrà accesso ad alcun dato delle persone che utilizzeranno lo strumento, ma il possesso dei dati rimarrà esclusivamente dei singoli governi. La partnership Ue-Oms lavorerà allo sviluppo tecnico del sistema con un approccio graduale che arrivi a coprire ulteriori casi d’uso, che possono includere, per esempio, la digitalizzazione del certificato internazionale di vaccinazione o profilassi, così si apprende nel comunicato lanciato in queste ore.