Il cielo sopra l’Italia ha iniziato a chiudersi lentamente, perdendo quel bagliore invernale per lasciare spazio a una coltre densa e opaca. Non è stato un cambiamento improvviso, ma una metamorfosi silenziosa dell’aria, che si è fatta via via più pesante e carica di umidità.
Nelle ultime ore, le correnti hanno cambiato direzione, portando con sé un presagio inquietante che ha attraversato le pianure e risalito le valli. Il vento, dapprima solo un debole sussurro tra i rami spogli, ha iniziato a soffiare con una forza nuova, più insistente, scuotendo le imposte delle case e increspando le acque dei mari.È il segnale che qualcosa di imponente si sta muovendo nell’alta atmosfera, una minaccia invisibile che ha già iniziato a estendere la sua ombra sulla penisola.
Le temperature, rimaste stabili per giorni, hanno subito un calo repentino, costringendo chiunque si trovasse all’aperto a cercare riparo.Mentre le città si preparano a un pomeriggio di ordinaria frenesia, l’orizzonte sembra voler raccontare una storia diversa, fatta di nubi che si rincorrono e di una luce che si spegne troppo presto. C’è un senso di attesa sospesa, come se la natura stesse trattenendo il respiro prima di liberare tutta la sua energia accumulata.

Le prime avvisaglie del cambiamento sono arrivate senza clamore, quasi a voler trarre in inganno chi sperava in un prosieguo della tregua meteorologica. Eppure, i radar confermano che il fronte instabile è ormai prossimo a varcare i confini, pronto a scaricare la sua furia sulle prime regioni esposte.
L’atmosfera si è fatta tesa, carica di quella elettricità che precede i grandi stravolgimenti naturali, mentre la gente osserva con sospetto quelle nuvole che sembrano non voler lasciare via d’uscita. Ma non è solo una pioggia passeggera quella che si profila all’orizzonte, perché il vero protagonista del maltempo deve ancora rivelare la sua reale intensità.