Allen ritrovato vivo, ecco cosa ha fatto 2 notti da solo in collina (2 / 2)

Quando i soccorritori lo hanno preso in braccio e portato fuori dal casolare in cui era stato ritrovato, nella piazza di Latte – dove si erano radunati amici, parenti e residenti – è esploso un applauso lungo, carico di emozione. Allen Bernard Ganao, il bimbo di 5 anni scomparso da un campeggio nella notte tra venerdì e sabato, era vivo.

Infreddolito, provato, ma cosciente e in grado di parlare. Una notizia accolta con commozione da un’intera comunità che da oltre 36 ore viveva con il fiato sospeso. Le telecamere di sorveglianza avevano ripreso Allen mentre si allontanava da solo dal campeggio. Le ipotesi restano aperte: potrebbe essersi perso inseguendo un animale, un rumore o qualcosa che ha attirato la sua attenzione.

Oppure, come fanno tanti bambini, potrebbe essersi semplicemente allontanato per gioco, senza rendersi conto del pericolo. Resta incredibile pensare a come un bambino così piccolo sia riuscito a sopravvivere da solo per due notti in un ambiente collinare. È probabile che Allen, guidato dall’istinto o da ciò che ha appreso da cartoni animati o racconti familiari, abbia cercato riparo: forse tra gli alberi, sotto un cespuglio o tra rocce.

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Di notte, quando le temperature scendono, potrebbe essersi rannicchiato per conservare calore, magari coprendosi con foglie, erba o muschio. È anche possibile che abbia pianto, chiamando i genitori o altri nomi familiari, sperando che qualcuno potesse sentirlo. La paura, in un bambino di quell’età, è inevitabile.

Eppure, Allen ha resistito. La sua forza, insieme all’enorme mobilitazione di soccorritori, volontari e cittadini, ha permesso questo lieto fine. Ora il piccolo è stato affidato alle cure dei medici per i controlli di routine, ma il peggio è passato. Ventimiglia può tirare un sospiro di sollievo.