Impagnatiello, 30 anni, lavorava come barman nel lussuoso Armani Bamboo bar, l’uomo, reo confesso, trasferito nel carcere di San Vittore, era già padre di un bambino piccolo di 6 anni, avuto da una precedente relazione.
Da qualche anno frequentava Giulia Tramontano e con lei si era trasferito nell’appartamento di via Novella a Senago, in provincia di Milano. Nell’ultimo periodo, poi, aveva iniziato a frequentarsi con una collega ,conosciuta nell’hotel di lusso in centro a Milano.
Anche questa donna, di origini statunitensi, era rimasta incinta ma aveva scelto di interrompere la gravidanza. Una storia dalle tinte davvero forti, una doppia vita che, piano piano, era stata smascherata dall’incontro chiarificatore tra Giulia e l’altra donna. Un incontro che ha smantellato il castello di bugie messo su dal 30enne ma che ha portato al triste epilogo, in quanto tra le mura domestiche, a seguito di una lite, Giulia è stata fatta fuori.
“Ha preso coscienza di quanto accaduto. Psicologicamente è annientato da quello che ha compreso di aver fatto”. Questo quanto comunicato a Fanpage.it dall’avvocato Sebastiano Sartori, legale di Alessandro Impagnatiello. “Qualcosa di più di pentito. È stravolto”, ha aggiunto il legale a Lapresse.
Nel corso della conferenza stampa che si è svolta stamattina, giovedì 1 giugno, con la pubblico ministero Alessia Menegazzo e l’aggiunta Letizia Mennella , è emerso che la ragazza ha incontrato intorno alle 1700: la collega americana 23enne di Impagnatiello, che le avrebbe raccontato di aver avuto una relazione parallela con il barman. Le due si sarebbero chiarite e, come precisato dalle magistrate, ci sarebbe stata “tra loro grande solidarietà”. Rientrata a casa intorno alle 19:00, così come ripreso dalle telecamere installate fuori casa, Giulia sarebbe stata da lui fatta fuori. L’uomo avrebbe provato a bruciarne il corpo.