Alessandro, il ragazzo 13enne volato dal quarto piano: cosa è emerso (1 di 2)

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Sono trascorse 2 settimane dal suicidio di Alessandro Cascone, il 13enne di Gragnano, in provincia di Napoli che si è lanciato nel vuoto, precipitando dalla finestra dell’abitazione in cui viveva con i suo i genitori, padre agente di commercio, madre avvocatessa.

Questi ultimi non erano in casa al momento della tragedia. Poco dopo, il ritrovamento del corpo senza vita di Alessandro, in un parcheggio privato, in cui era terminata la sua rovinosa caduta.

In un primo momento, infatti, si pensava che Alessandro fosse rimasto vittima di un tragico incidente domestico, precipitando, nel tentativo di aggiustare l’antenna sul balcone.

Ma quell’ipotesi, in poche ore, è stata archiviata per lasciarne il posto ad una davvero agghiacciante: Alessandro si sarebbe suicidato, non riuscendo più a reggere i messaggi e le offese di bulli e cyberbulli che lo tormentavano.

Offese all’ordine del giorno, inviti a farla finita, poi l’imminente inizio della scuola, la paura di ritrovarsi faccia a faccia con coloro che gli stavano logorando la sua giovane esistenza.