Al Bano choc sulla figlia Ylenia: «Io so cosa è successo» (2 / 2)

Al Bano ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, ripercorrendo le tappe salienti della sua esistenza, dal momento che a breve compirà 80 anni ed è tempo di bilanci.  Parliamo di un’intervista che va dal nome, scelto dal padre sopravvissuto a una granata che centrò in pieno due suoi compagni sul fronte albanese, agli anni del clan di Celentano,  dalla guerra in Ucraina al matrimonio con  Romina Power.  Ma quest’intervista è  davvero cruciale per una sua clamorosa dichiarazione:  “So cosa è successo a mia figlia Ylenia Carrisi”.Ma  andiamo con ordine. Tutto parte dal film “Nel sole”. Sul set c’era Romina Power,  figlia di due star di Hollywood. L’amore esplose negli ultimi tre giorni di riprese, poi lei lo respinse, fino a quando, un giorno, in albero, a Roma,  il portiere mi disse: “Al Bano, ha chiamato Romina Power per lei». Una coppia invidiata, sino alla dolorosa separazione  che, comunque, non ha posto  fine al loro duetto, ripreso anni dopo.

Poi arriva il capitolo più doloroso, quello della sua primogenita Ylenia Carrisi, che  fu vista per l’ultima volta in hotel il 6 gennaio 1994 a New Orleans. La titolare dell’albergo dichiarò che la ragazza era uscita verso mezzogiorno e non era più tornata.  Questo il ricordo che Al Bano ha di sua figlia.. parliamo di un  racconto davvero sentito, commovente:   «Era una ragazza straordinaria. Studiava al King’s College di Londra. Parlava inglese, spagnolo, francese, portoghese. Ci accompagnò negli Usa, a girare un docufilm, l’America perduta. Andammo da Los Angeles a New Orleans. E lì fece l’incontro fatale. Gli homeless. Gli artisti di strada. Ricordo un nero, si chiamava Masakela. Una sera la compagnia andò al cinema, ma io rimasi con Ylenia perché avevo notato qualcosa di strano. A un tratto cominciò a correre, e io dietro, lei gridava “fermate quell’uomo vuole farmi del male”, e quell’uomo ero io, gridavo “lasciatemi, è un problema di droga”.  Mi seminò, la ritrovai il mattino alle 8. A sua madre disse che aveva rischiato la vita sulle acque del Mississippi».

Ylenia disse che aveva deciso di scrivere un libro, e per farlo doveva andare in Belize, la patria degli homeless. La reazione di Al Bano? E’ racchiusa in un pezzo dell’intervista rilasciata al Corriere della Sera: «Dissi: va bene, ma prima ti devi laureare, manca poco… Invece andò in Belize, visse in una capanna, un uomo la minacciò, lei si salvò prendendo in braccio un bambino. Così tornò a New Orleans. Diceva che non voleva frequentare gente di plastica». 

Infine la confessione choc del cantante di Cellino San Marco riguardo alla fine della sua Ylenia: «Ho ricostruito quella notte ora per ora. Ho parlato con i testimoni. Ho incontrato Masakela, che era stato pure in galera, ma negava di avere colpe. Ho interrogato l’ultima persona che l’ha vista, il guardiano del porto. Era seduta in riva al fiume, lui la avvisò non puoi stare qui. Ma Ylenia non se ne andava. Il guardiano insistette, allora lei gli disse “io appartengo alle acque”, e si tuffò nel fiume, nuotando a farfalla. Ma il Mississippi non perdona. Romina non l’ha mai voluto accettare. Ma è andata così».

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Dopo che di Ylenia non si seppe più nulla e dopo la separazione con Romina,  conclude Al Bano: “ Il dolore era terribile. Pensavo che Dio mi avesse abbandonato. E con il dolore cresceva una voce che diceva: “Al Bano eliminati. Al Bano falla finita. Ho pensato al suicidio. Ma poi ho capito che era la voce del demonio. E ho sentito anche la presenza di Dio. Ho provato una pace profonda”. Un racconto davvero terribile, non credete?