La notizia improvvisa poco fa sulla bimba di 5 anni scomparsa (2 / 2)

Premettendo che, allo stato attuale, i carabinieri non escludono nessuna pista, dall’allontanamento al rapimento, e che non va trascurato quanto, la madre della minore, Kathrina, ieri ha dichiarato al Tg1: “È impossibile che lei si perda da sola, qualcuno l’ha presa e l’ha portata via. Io ho detto ha carabinieri chi può essere”, a mezzo stampa apprendiamo una notizia davvero sconvolgente riguardante il padre della piccola scomparsa. 

L’uomo, un 26enne detenuto per reati contro il patrimonio e furto, ha tentato di togliersi la vita nel carcere di Sollicciano, dove è detenuto,  dopo aver appreso della scomparsa della figlioletta. Come riportato da fanpage.it,   ha provato a compiere il gesto estremo, ingerendo detersivo. I fatti sono accaduti ieri, intorno alle 19:00 e il giovane padre di  Kataleya Alvarez sarebbe stato trasportato  al pronto soccorso dell’ospedale di Torregalli,  in cui è stato sottoposto ad una lavanda gastrica, per poi essere dimesso questa mattina.

L’uomo, si sarebbe mostrato molto agitato e, piantonato dalla polizia penitenziaria, avrebbe tentato di togliersi la vita anche nel corso della notte, in ospedale, provando a strangolarsi con un cavo. Il 26enne è stato riportato nel penitenziario dove sta scontando la sua pena ma per evitare che possa farsi del male è scattato, nei suoi confronti, il piano di prevenzione del rischio suicidario.

Lui muore e l’amico di sempre gli svaligia casa Lui muore e l’amico di sempre gli svaligia casa

Il generale Gabriele Vitagliano, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nelle scorse ore, ha dichiarato: “il padre della bimba è detenuto, non lo ritengo coinvolto, la sua famiglia non abita a Firenze e sta collaborando in modo fattivo alle ricerche”.

Intanto si continua a cercare la piccola, senza tralasciare nessuna pista, compresa quella del rapimento per ritorsione, alla luce di quanto raccontato ieri da Katherine Alvarez, che ha parlato di un litigio con delle persone che volevano occupare le loro stanze, aggiungendo di aver fatto i loro nomi ai carabinieri. Cosa è accaduto nello stabile occupato in via Maragliano 100, dove un tempo sorgeva l’hotel Astor?