2,4 milioni di lettere in arrivo per le famiglie italiane dallo Stato italiano (2 / 2)

Nel corso di Telefisco 2026, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone ha tracciato un bilancio dell’attività di contrasto all’evasione fiscale, fornendo numeri significativi. Nel 2025, ha spiegato, sono stati individuati oltre 200mila evasori totali tra cittadini e imprese. Una quota rilevante, pari a circa il 60%, era rappresentata da soggetti che non avevano mai presentato la dichiarazione dei redditi, mentre il restante 40% risultava addirittura del tutto sconosciuto all’amministrazione finanziaria.

Un ruolo centrale, anche per l’anno in corso, sarà affidato alle comunicazioni di compliance. L’Agenzia prevede infatti l’invio di oltre 2,4 milioni di lettere, strumenti che Carbone ha definito soprattutto come semplici promemoria. In molti casi, queste comunicazioni sono destinate a contribuenti che hanno omesso la dichiarazione per dimenticanza o errore, con l’obiettivo di favorire una regolarizzazione spontanea prima di qualsiasi controllo formale.

Il direttore ha voluto chiarire anche alcuni aspetti legati alle modalità di selezione dei contribuenti. Non esistono automatismi nei controlli né, tantomeno, un utilizzo di intelligenza artificiale generativa per avviare le verifiche. Ogni posizione, ha sottolineato, viene analizzata incrociando e valutando attentamente tutte le informazioni disponibili, in un’ottica di equilibrio tra efficacia e tutela del contribuente. Uno dei passaggi più rilevanti riguarda le novità in materia di riscossione.

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A partire dal 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà utilizzare i dati della fatturazione elettronica per rendere più rapidi ed efficienti i pignoramenti presso terzi. Questa possibilità discende dalle nuove misure introdotte con la legge di bilancio, che consentono di conoscere con maggiore precisione le entrate su cui un contribuente può contare.

Secondo Carbone, l’accesso a queste informazioni permetterà una gestione più mirata dei carichi affidati all’agente della riscossione, evitando azioni non calibrate o inutilmente gravose. L’obiettivo finale è duplice: ridurre al minimo i disagi per i contribuenti corretti e, allo stesso tempo, garantire una tutela efficace delle entrate erariali, che devono essere amministrate con criteri di efficienza e responsabilità.