I 5 modi in cui le persone mancine sentono e pensano diversamente (2 di 2)

3. Le persone mancine possono essere avvantaggiate in alcuni sport

Anche se meno del 15% della popolazione globale è mancina, il 25% dei giocatori della Major League di baseball appartiene a questa categoria. Per quale motivo? Potrebbe spiegarsi con la loro tendenza ad avere tempi di reazione più veloci, come rivelato dallo studio australiano del 2006 citato in precedenza.

Ma sembra esserci anche un altro motivo. Alcuni studi hanno scoperto che i mancini sembrano avere un vantaggio reale negli sport interattivi come box, scherma, tennis e baseball: questo vantaggio non vale anche per gli sport non interattivi come la ginnastica. È possibile che, grazie alla differenza nel loro orientamento fisico e nei loro movimenti, le persone mancine siano capaci di confondere gli avversari destrorsi, abituati ad affrontare loro simili.

4. Il cervello può organizzare diversamente le loro emozioni ed i loro sentimenti

La mano dominante può influire sul modo di ordinare le emozioni nel cervello. Uno studio del 2012, pubblicato dalla rivista Plos One ha scoperto che nei mancini la motivazione è associata ad un’attività più intensa nell’emisfero destro del cervello, mentre per i destrorsi è vero l’opposto. Questo dato può avere implicazioni molto importanti  per la cura dell’ansia e dei disturbi dell’umore, i quali a volte vengono trattati attraverso la stimolazione del cervello al fine di intensificare l’attività neurale dell’emisfero sinistro.

I 5 modi in cui le persone mancine sentono e pensano diversamente

5. I mancini possono essere più estrosi e creativi

Molti esperti e numerosi studi scientifici hanno indicato un collegamento diretto tra il mancinismo e la creatività. Si tratta di un dato reale? Più o meno si. La ricerca ha infatti scoperto che i mancini si comportano meglio nel pensiero divergente (la capacità di pensare a diverse soluzioni per un unico problema), una caratteristica cognitiva legata alla creatività. Ad ogni modo, è importante notare che gli studi mostrano un rapporto di correlazione, non di causalità, pertanto non sono interamente esaustivi.

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