Ecco come ridurre colesterolo, glicemia e ipertensione (2 di 2)

Per mangiare al giusto ritmo, servirebbe almeno mezz’ora — ha chiaramente spiegato Nieca Goldberg, cardiologa dell’American Heart Association al cui congresso sono stati presentati i nuovi dati scoperti —. L’errore che porta tanti ad accelerare? Pranzare di fronte al computer, mentre si lavora: bisogna invece mangiare in un luogo preposto, da una cucina a una sala da pranzo, da una mensa al ristorante”. Il risultato, in caso contrario, è che non siamo in grado di rilassarci, la pausa sembra ancora più breve e dopo poco si ripresenta pure la fame perché non ci si sente pieni.

In aggiunta, uno studio giapponese pubblicato su Obesity mostra che masticare bene il cibo aumenta l’afflusso di sangue a stomaco e intestino, a tutto vantaggio della funzionalità digestiva, e aiuta anche a bruciare una decina di calorie in più a pasto rispetto a chi trangugia il piatto in un attimo: basta prendersi un poco di tempo in più prima di inghiottire, secondo gli autori, per far spendere al tuo organismo circa duemila calorie in più al mese. Inoltre, nella bocca avviene una prima digestione: una ricerca dell’università del Rhode Island ha dimostrato che i velocisti ingurgitano circa 80 grammi di cibo al minuto, contro i 50 dei lenti e questo non solo significa mangiare di più, ma anche buttar giù bocconi enormi con poca saliva (che contiene enzimi digestivi), più difficili poi da smaltire per lo stomaco. I tempi stretti, infine, fanno sì che stomaco e intestino ricevano il cibo quando ancora non sono pronti per gestirlo: dal momento in cui annusiamo un piatto e diamo il primo morso, il tratto gastrointestinale si allerta per mettersi al lavoro. Ad ogni modo, affinché  nello stomaco inizi la secrezione acida e l’intestino avvii i suoi processi serve un po’ di tempo. Vale a dire, proprio quei minuti che dovremmo impiegare per masticare bene.

I trucchi da adottare? Oltre a masticare a lungo, mangiare in compagnia, oppure appoggiare le posate e fare un respiro profondo fra un boccone e l’altro, o, ancora, tagliare il cibo a pezzetti molto piccoli. “L’essenziale è allungare i tempi — afferma il ricercatore giapponese — . I nostri dati mostrano che i pasti veloci aumentano anche le oscillazioni della glicemia, a loro volta causa di un maggior rischio di resistenza all’insulina e quindi di diabete: provare a mangiare con più calma può davvero essere un metodo semplice, ma utilissimo per migliorare lo stato di salute generale”. 

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