Floriana Secondi, celebre vincitrice della terza edizione del Grande Fratello, ha recentemente condiviso un episodio molto particolare e toccante della sua vita privata durante un’intervista rilasciata a Francesca Fagnani per il programma «Belve». Nel racconto emerge un lato intimo e inaspettato della sua quotidianità di madre, con protagonista il suo figlio Domiziano, un bambino di appena tre anni che si distingue per la sua curiosità e la sua natura profonda.
Floriana ha raccontato che, a causa delle troppe domande e delle frasi enigmatiche che il piccolo pronunciava, ha deciso di portarlo da un prete esorcista, preoccupata che potesse essere «posseduto». Questa scelta, che può sembrare estrema o insolita, nasce dalla paura sincera e dall’inaspettata profondità del bimbo, che a tre anni era capace di espressioni criptiche come «l’erba sono i capelli del mondo».
La stessa Floriana ha ammesso con una risata travolgente che Domiziano è «nato vecchio», molto serio e spesso diverso da lei, tanto che lui stesso si vergogna di lei in più occasioni, definendo il loro rapporto quasi antitetico per carattere e temperamento. Questo scarto di personalità tra madre e figlio ha influenzato il loro legame, generando situazioni in cui il bambino appare più maturo e introspettivo rispetto alla sua età, mentre Floriana mantiene il suo spirito più libero e spensierato.
L’intervista è poi scivolata verso temi più profondi e complessi legati alla storia familiare di Floriana, rivelando il contesto difficile in cui è cresciuta. La separazione dei genitori, con la madre alle prese con problemi di tossicodipendenza e la scelta di affidarla per quattordici anni a un collegio, ha lasciato un segno indelebile nel suo vissuto. Floriana ha confessato che solo da adolescente ha compreso appieno le reali ragioni di quell’allontanamento e che, durante gli anni in cui era nel collegio, si era sentita spesso colpevole e non amata, portando con sé un senso di solitudine che però è stato mitigato dalla sua grande forza interiore.
Il suo carattere temprato l’ha portata, fin da bambina, a prendersi cura degli altri bambini nel collegio, consolando chi piangeva e traendo forza proprio dal conforto che riusciva a dare, in un meccanismo emotivo che le ha permesso di alleviare le proprie sofferenze. Questi dettagli rendono il racconto di Floriana molto umano e autentico, mostrando come dietro la figura pubblica ci sia una persona capace di affrontare difficoltà e contraddizioni con coraggio e una sorprendente capacità di resilienza, che si riflette anche nel rapporto con il figlio, delicato e complesso, ma certamente pieno d’amore e di attenzione.