Ernia ombelicale nel neonato: sintomi e cosa fare

Quando si parla di ernia ombelicale neonatale, le mamme temono per il proprio bambino. Tuttavia questa è frequente nei neonati, guarisce sola con il tempo e non ha complicazioni. In alcuni casi, però, bisogna intervenire chirurgicamente.

Ernia ombelicale nel neonato: sintomi e cosa fare

L’ernia ombelicale è frequente nei neonati e non ha complicazioni, tuttavia desta sempre timore nelle neo mamme. Questa si presenta come un rigonfiamento che appare dopo alcune settimane dalla caduta del moncone ombelicale. Non bisogna erroneamente confonderla con l’ombelico estroflesso, ovvero sporgente, o con l’ernia fetale che deve essere trattata chirurgicamente.

L’ernia all’ombelico nei neonati dipende da una chiusura errata o incompleta della zona dell’ombelico, a seguito della caduta del cordone ombelicale. Come conseguenza, una parte dell’intestino esce e si inserisce in questa cavità determinando l’ernia. Raramente, è conseguenza di patologie gravi.

Entrambe le ernie sono molto più frequenti nei bimbi di basso peso e nei prematuri.

L’ernia si riconosce perché spunta un rigonfiamento, morbido ed elastico, che scompare esercitando una leggera pressione con il dito.

Solitamente sparisce da sola dopo un paio di mesi senza bisogno di intervenire chirurgicamente. Gli allarmismi e le preoccupazioni delle mamme che pensano di aver sbagliato a pulire e disinfettare il moncone ombelicale risultano quindi superflui.

E' errato pensare che l'ernia addominale si generi a causa della pulizia
Molte mamme temono che l’ernia addominale sia dovuta alla pulizia dell’ombelico

Ernia ombelicale del neonato: sintomi

Solitamente l’ernia è già presente alla nascita. Questa, infatti, tende a formarsi solitamente nelle ultime settimane di gestazione. Alla nascita, però risulta ben visibile e palpabile soprattutto quando il neonato usa i muscoli addominali perché piange o deve evacuare. È frequente nei bambini nati prematuri e in quelli di colore.

L’ernia ombelicale, come anticipato, tende a scomparire naturalmente. Questa, nel bambino, è solitamente asintomatica. Tuttavia, può recare dolore e fastidio al bambino. In alcuni casi, l’ernia induce il bambino al vomito. A questi sintomi principali si aggiunge il bruciore e il gonfiore, che può essere anche molto evidente. Il dolore e il fastidio può aumentare se il bambino sta in posizione eretta, piange, tossisce o a seguito di uno sternuto.

Le dimensioni del rigonfiamento, simile ad una pallina, possono variare da 1 a 5 cm.

In casi molto rari, l’ernia viene strozzata. Ciò significa che la circolazione del sangue al suo interno viene compromessa e quindi il gonfiore appare anche tumefatto e provoca dolore nel bambino.

Il rigonfiamento può diminuire o scomparire quando il bambino è sdraiato sulla schiena e non si muove.

Cosa fare

L’ernia ombelicale nei bambini non richiede solitamente cure o trattamenti specifici. Questa, infatti, tende a scomparire spontaneamente entro massimo il secondo anno di vita, quando l’anello ombelicale si è completamente chiuso.

Le mamme quindi devo, soprattutto, restare calme ed avere pazienza ed affidarsi al pediatra che programmerà visite mediche di controllo per osservare il caso.

Se il rigonfiamento determina dolore intenso, tale che il bambino piange e si lamenta, sarà il pediatra a valutare cure o trattamenti specifici.

In questi casi, i rimedi della nonna non sono efficaci
A volte gli antichi rimedi si dimostrano inutili e dannosi

Rimedi antichi e obsoleti

In passato, le nonne mettevano sull’ombelico cerotti, lacci, fasce o monete al fine di ridurre il rigonfiamento. Oggi, questi rimedi sono banditi, e considerati inadatti, perché rischiano di peggiorare la situazione. È stato notato, infatti, che queste soluzioni tendono solo a prolungare i tempi di guarigione e rallentano il decorso naturale del problema.

Il cerotto, per esempio, può attaccarsi alla pelle, ancora troppo sensibile e delicata, del bambino e provocare irritazioni o lesioni.

Quando intervenire

In alcuni casi l’ernia non viene riassorbita completamente o può addirittura aumentare di volume. Sebbene sono rare le complicazioni, a differenza dell’ernia inguinale, diventa necessario un consulto medico specialistico se l’ernia è ancora presente al terzo anno.

E' compito del pediatra stabile se è il caso di operare di ernia ombelicale
Sarà il pediatra chirurgo a valutare se operare di ernia ombelicale

L’intervento chirurgico

L’intervento chirurgico di rimozione viene eseguito solo se necessario, ovvero se l’ernia ombelicale non regredisce spontaneamente, se diventa più grande o se è particolarmente dolorosa.

Solitamente viene eseguito dopo che il bambino ha compiuto 5 anni e se l’ernia è ancora presente.

L’intervento, considerato di routine, viene praticato in anestesia generale e in day hospital. La durata dell’operazione è di circa 30 minuti.

Il trattamento chirurgico viene eseguito praticando una piccola incisione sotto all’ombelico al fine di permettere all’ernia di uscire. A questo punto, il taglio si richiude dando alcuni punti di sutura per favorire la cicatrizzazione della ferita.

Solitamente il piccolo paziente viene dimesso dopo alcune ore. In alcuni casi, quando si ritiene necessario, il medico richiede il ricovero e l’osservazione del bambino per una notte.

L’intervento è completamente risolutivo e non lascia cicatrici visibili.

In età adulta, l’aver avuto questo tipo di problema non incide sulla vita quotidiana né sulla pratica sportiva.

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