La scuola non è più quella di una volta, poco ma sicuro. Le maestre e le docenti non possono permettersi di alzare le mani o di bacchettare gli alunni come accadeva ai tempi dei nostri nonni e genitori. Prima era facile dare un ceffone o comminare delle punizioni indubbiamente forti agli studenti più scapestrati, mentre oggi non lo si può fare.
I controlli si sono intensificati, attraverso l’installazione di telecamere che monitorano tutto ciò che accade tra le aule, eppure, in alcuni casi, le parole possono far peggio dei fatti, dal momento che vanno ad incidere sull’aspetto emotivo, psichico del piccolo, provocandone conseguenze di non poco conto.
Di tanto in tanto, i bimbi sono , loro malgrado, i protagonisti di storie dalle tinte forti che innescano una rabbia immane da parte dei genitori dotati di empatia. E’ pressoché impossibile che un padre o una padre non si immedesimino in quanto è accaduto al piccolo del caso di cui andremo a parlare.
La reazione è quella di amarezza, indignazione, sconcerto, specie perché noi ogni giorno noi affidiamo i nostri figli nelle mani di maestre che dovrebbero prendersene cura, trattandogli come se fossero i loro bambini. Questo avviene nella maggior parte dei casi ma non in tutti, purtroppo.
Un bimbo di 4 anni è stato umiliato dalle maestre che lo hanno voluto punire, non dandogli il regalo di Natale. Ma dove è accaduto? Vediamolo insieme nella seconda pagina.