INPS, previsto un assegno di 780 per le vedove: ecco come richiederlo

L'ente previdenziale garantisce un sussidio economico per la perdita del coniuge, proporzionato alla condizione economica del richiedente. Ecco cosa fare per richiederlo.

INPS, previsto un assegno di 780 per le vedove: ecco come richiederlo

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La morte del coniuge, oltre ad essere una grave perdita affettiva, rischia spesso di procurare gravi problemi dal punto di vista economico. Nel caso soprattutto delle vedove, non è raro che la morte del marito faccia venire meno all’improvviso quella sicurezza economica che si dava per scontata. Di punto in bianco si rischia di piombare in una situazione di indigenza.

Per assurdo, ancora più drammatica può essere la circostanza della scomparsa di un marito giovane, che difficilmente può avere già maturato diritti previdenziali. Per far fronte a questa evenienza, l’INPS si impegna a garantire un aiuto economico a quanti dovessero trovarsi in uno scenario simile: ecco come.

Di cosa si tratta

La legge italiana, già nel 1939 ha introdotto una misura per tutelare tutte quelle donne rimaste vedove e prive, improvvisamente, di un’entrata economica per sostentarsi. Si tratta, come noto, della pensione di reversibilità che, con il passare del tempo, è stata estesa anche ai mariti e ai figli.

Per alcune vedove, tuttavia, l’unica possibilità è rappresentata da una misura introdotta solo da qualche anno: il reddito di cittadinanza. Si tratta proprio di quel caso in cui, vista la giovane età del defunto marito, non si ha diritto alla pensione di reversibilità. In tale situazione, le giovani vedove che vivono da sole in una casa in affitto, possono fare domanda all’Inps per ricevere un assegno pari a 780 euro al mese.

Per essere ammessi all’erogazione di questo sussidio, bisogna sbrigare alcune procedure burocratiche. Innanzitutto occorre cambiare l’anno di riferimento dell’ISEE visto che, se la richiesta viene fatta per il 2022, quello dell’anno precedente è scaduto. Nel caso delle vedove, bisogna preoccuparsi di compiere due operazioni fondamentali: per prima cosa presentare domanda con l’ISEE ordinario con il reddito del marito deceduto e, successivamente, prensentare di nuovo la DSU scorporando il reddito del defunto. In tal modo, è possibile ottenere un quadro della situazione economica corrente ed ottenere così il reddito di cittadinanza.

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Andrea Rubino

Cosa ne pensa l'autore

Andrea Rubino - A mio avviso il reddito di cittadinanza rappresenta una misura di civiltà. Non per altro è adottato da tempo in tutta Europa, da molto prima che venisse introdotto anche in Italia. Il caso in questione è emblematico, in quanto ad una vedova giovane alla quale non spetterebbe il diritto alla reversibilità, viene garantita così una garanzia di sopravvivenza.

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