L’ultima storia della terza puntata di C’è posta per te è stata quella di Consuelo e Valerio, che ha fatto molto parlare il popolo del web. Si parla di un amore interrotto dopo tanti anni, con Maria De Filippi pronta a tentare di ricucirlo. E’ lui a scrivere al programma perché Consuelo lo ha lasciato per tornare a vivere dalla madre.
Valerio ha parlato di ben 11 lavori cambiati. Ha smesso di fare il fornaio per cominciare a lavorare da spedizioniere, lavoro lasciato senza dire nulla alla moglie. Consuelo viene a saperlo, si arrabbia e si trasferisce dalla madre di Valerio insieme ai loro figli.
Lui trova un nuovo lavoro, lo lascia e inizia a lavorare per Amazon. Anche questo è troppo faticoso, così lo lascia e inizia a lavorare in un negozio di alimentari, venendo licenziato dopo un litigio con il figlio del proprietario. Dopo un mese, lo dice a Consuelo che va via di casa. Valerio trova di nuovo occupazione ma si licenzia, tornando a lavorare da Bartolini, che lo licenzia per via dei ritardi. Consuelo lo lascia in tronco.
Consuelo accetta l’invito e si ritrova di fronte al suo ex compagno. Valerio le dice di essere consapevole dei suoi errori, chiedendole scusa, precisando che sta andando da una psicologa e che sente la mancanza di lei e dei loro figli. Consuelo rimarca che, almeno questa volta, stato sincero, aggiungendo: “Non credo che cambierà ma l’ho visto stare male. Io ho avuto un padre assente e mia madre mi ha sempre detto che Valerio non era per me e di considerare quanto accaduto con mio padre. Non ho voluto ascoltarla perché non volevo che i miei figli passassero quello che ho passato io. Lui lo sapeva che non era questo quello che volevo”, per poi chiosare: : “Lui mi giudicava perché non trovavo lavoro, voleva che ne trovassi uno ma non è colpa mia se non lo trovo. Adesso sono delusa”
Ma come è finita? “Sono ancora innamorata ma non come prima. Non sono di ferro. Sono sempre stata forte ma non ne posso più. Per i miei figli non è stato facile e lui lo sa bene”, ha detto lei, decidendo di dargli una seconda opportunità, senza farlo tornare a casa ma rifrequentandolo.