In una Genova sospesa tra il profumo del mare e il rumore della pioggia, la vita di un ragazzo che poi sarebbe diventato il grande Gino Paoli, sembrava aver raggiunto l’apice del successo. Era l’estate del 1963, un’epoca di sogni e rivoluzioni, quando, tutto ad un tratto, una notizia si diffuse.
Il cantautore si ritrovò a maneggiare un oggetto che avrebbe dovuto porre fine alla sua vita e che, miracolosamente, gli mancò il cuore e il ricordo di quel giorno è sempre stato vivo, all’interno della sua autobiografia, e nel corso di lunghe e toccanti interviste in cui lo ha ripercorso.
Era un giorno come tanti, dominato da una calma apparente, quando decise che non valeva più la pena aspettare il domani. In quel silenzio carico di tensione, un solo colpo avrebbe dovuto scrivere la parola fine, lasciando dietro di sé solo il ricordo di una carriera già strepitosa.

Ma il destino, quella sera, aveva deciso di giocare una carta diversa, trasformando un triste epilogo in un segreto custodito per decenni tra le pieghe della pelle. L’evento che stava per compiersi non avrebbe spento la sua voce, ma avrebbe lasciato un segno indelebile nel suo corpo, un compagno silenzioso destinato a restare con lui per il resto della sua esistenza.Cosa accadde realmente in quella stanza e perché, nonostante tutto, il cuore non smise di pulsare?
Gino Paoli ha vissuto 63 anni con un colpo al petto ma perché se lo procurò? Non ci resta che scoprirlo nella pagina successiva del nostro articolo, dal momento che l’episodio è passato alla storia, raggelando i suoi innumerevoli fan.