Il cosiddetto caso della “famiglia nel bosco” riguarda una coppia straniera, Nathan e Catherine Trevallion, che viveva con i loro tre figli in una casa isolata tra i boschi di Palmoli, in provincia di Chieti. La vicenda è diventata di dominio pubblico nel 2025, quando le autorità hanno iniziato a interessarsi alla situazione dei bambini, che vivevano in condizioni molto diverse da quelle della maggior parte delle famiglie.
I genitori avevano scelto uno stile di vita completamente immerso nella natura, rifiutando molte comodità della società moderna. La casa nel bosco non disponeva di servizi essenziali come acqua corrente, elettricità o gas. I genitori sostenevano di voler crescere i figli in modo naturale e lontano dalla tecnologia, ma questa scelta ha sollevato dubbi tra le istituzioni.
Secondo le relazioni dei servizi sociali, i bambini non frequentavano la scuola e avevano pochi contatti con altri coetanei, elementi che hanno portato all’intervento delle autorità per valutare il loro benessere. A novembre 2025 il Tribunale per i minorenni ha disposto l’allontanamento dei tre figli dalla casa nel bosco e il loro trasferimento in una struttura protetta.

Il provvedimento ha sospeso temporaneamente la responsabilità genitoriale della coppia, con l’obiettivo di verificare le condizioni di vita dei minori e garantire loro assistenza sanitaria, istruzione e socializzazione. Il caso della famiglia che vive nel bosco è tornato al centro del dibattito pubblico dopo l’ultima, inattesa decisione del Tribunale per i minorenni di disporre l’allontanamento della madre dalla struttura in cui si trovano i figli.
Un provvedimento che ha suscitato numerose reazioni e che molti hanno giudicato particolarmente severo. La vicenda ha attirato anche l’attenzione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha deciso di intervenire sulla questione. “Ecco cosa farò…”: scopriamo che cosa ha deciso la Meloni nella pagina successiva.