Carmelo Cinturrino, migliaia di euro in contanti trovati in casa: "Mi servono per…" (1 / 2)

Carmelo Cinturrino, migliaia di euro in contanti trovati in casa: "Mi servono per…"

In una Milano che non dorme mai, il quartiere di Rogoredo si porta addosso da anni un’eredità pesante, fatta di ombre che si allungano tra i binari e la vegetazione incolta. È qui che il confine tra chi deve proteggere e chi vive ai margini si è fatto improvvisamente sottile, quasi invisibile, fino a spezzarsi in una notte che ha cambiato tutto.

Un uomo in divisa, il commissario capo Carmelo Cinturrino, si ritrova ora dall’altra parte della barricata, in una cella di San Vittore, mentre i contorni di una vicenda torbida iniziano a emergere con prepotenza.Tutto ha avuto inizio con un’azione violenta che ha spento la vita di Abderrahim Mansouri, un nome che ora pesa come un macigno sulla carriera del poliziotto. Quella che doveva essere un’operazione di controllo si è trasformata in un evento drammatico, lasciando sul terreno interrogativi che scavano ben oltre la semplice dinamica dei fatti. Le autorità cercano di capire cosa sia realmente accaduto in quegli istanti carichi di tensione, quando il silenzio della periferia è stato squarciato da un fragore irreversibile.

Al centro del mistero non c’è solo l’affronto decisivo, ma una serie di dettagli che non tornano e che dipingono un quadro inquietante. Durante la perquisizione nella sua abitazione a Carpiano, nell’hinterland milanese, gli inquirenti hanno scovato qualcosa di inaspettato tra le mura domestiche. Una somma consistente, 5 mila euro in contanti, nascosta con cura e pronta all’uso, che ha subito attirato l’attenzione dei magistrati impegnati a ricostruire la vita parallela dell’uomo.”Mi servono per difendermi”, avrebbe giustificato il poliziotto davanti al gip Domenico Santoro, sostenendo che quel denaro servisse a pagare i propri legali. Eppure, le parole di Cinturrino sembrano scontrarsi con una realtà fatta di sospetti pesanti, legati a presunti atteggiamenti illeciti che sarebbero proseguiti per mesi.

Si parla di rapporti poco chiari con il mondo dello spaccio, di piccoli favori e di una gestione del potere che avrebbe valicato i confini della legalità.Mentre le indagini proseguono senza sosta, l’attenzione si sposta anche sulle dichiarazioni della compagna dell’uomo, Valeria, che lancia ombre sulla consapevolezza dei vertici. La donna si domanda come sia possibile che nessuno si fosse accorto prima di certi comportamenti, suggerendo che il clima all’interno del commissariato Mecenate non fosse così limpido come appariva. La difesa dell’indagato punta tutto sulla negazione assoluta dell’uso di sostanze, tanto da richiedere il test del capello per ripulire la propria immagine.Tuttavia, tra i verbali dei colleghi e le ricostruzioni dei testimoni, emerge un dettaglio che potrebbe riscrivere completamente il movente di quella notte.

Migliaia di euro in contanti sono stati trovati in casa di Carmelo Cinturrino che ha dichiarato: “Mi servono per…” .Vediamo insieme cosa è emerso, nella pagina successiva.