In una Napoli avvolta da un silenzio irreale, le corsie dell’ospedale diventano il teatro di una corsa contro il tempo che toglie il fiato. Oltre le finestre della struttura, la città continua a muoversi ignara, mentre all’interno ogni secondo pesa come un macigno per un piccolo paziente di soli due anni e mezzo.
Il velo di normalità si è spezzato quando un evento assurdo ha raggelato i medici: un organo appena ricevuto, anziché regalare nuova vita, non ha mai ripreso a pulsare. In quel momento, la speranza sembrava essersi spenta definitivamente, lasciando spazio a un’angoscia che ha colpito l’intero reparto del Monaldi. Mentre l’ombra dell’incertezza si allungava sui corridoi, una notizia ha squarciato l’oscurità come una fiamma improvvisa.
Da un’altra regione, è arrivata la disponibilità di un nuovo organo, appartenuto a un bambino di tre anni che ha perso la sua battaglia contro una grave patologia.Sarebbe la soluzione perfetta, il miracolo tanto atteso, se non fosse per un dettaglio tecnico che complica tutto. Il protocollo medico e le liste d’attesa nazionali seguono regole rigide e, per un crudele gioco del destino, il bambino di Napoli non è il primo a poter ricevere questo dono.

L’aria si è fatta tesa quando è emerso che il rebus della compatibilità del gruppo sanguigno ha rimescolato tutte le carte in tavola. Il donatore appartiene al gruppo 0, mentre il piccolo ricoverato è di gruppo B, una condizione che lo fa scivolare al quarto posto in graduatoria.Davanti a questa gerarchia invalicabile, si è aperto uno scenario carico di sfida per la sopravvivenza del piccolo. Perché lui possa sperare ancora, deve accadere qualcosa di statisticamente improbabile e umanamente difficilissimo da gestire.Tutto ora dipende da una serie di decisioni che devono essere prese altrove, lontano da quel letto d’ospedale.
Ma chi sono i tre pazienti in lista che devono rifiutare l’organo? Vediamolo insieme nella pagina successiva, in quanto il caso del bimbo col cuore bruciato continua a riservarci news.