Influenza K in Italia, nuovo picco spaventoso. L’allarme di Bassetti: "Ecco cosa fare" (1 / 2)

Influenza K in Italia, nuovo picco spaventoso. L’allarme di Bassetti: "Ecco cosa fare"

L’evoluzione della curva epidemiologica legata ai malanni del periodo invernale sembra finalmente palesare i primi timidi segnali di flessione, tuttavia la comunità scientifica esorta alla massima cautela, evitando facili entusiasmi.

Stando alle più recenti analisi pubblicate dal dicastero della Sanità, si calcolano all’incirca 773.000 ulteriori diagnosi nel corso dell’ultimo monitoraggio setteminale, una cifra che spinge il conteggio complessivo delle persone colpite a un volume di 8,4 milioni di individui.

Nonostante ciò, il contesto sanitario permane estremamente mutevole e incerto.

A sollevare dubbi sulla reale entità del fenomeno è Matteo Bassetti, primario presso il reparto di Infettivologia del Policlinico San Martino situato nel capoluogo ligure. Secondo lo specialista, le statistiche istituzionali potrebbero non riflettere fedelmente la realtà dei fatti:«Le cifre mostrano indubbiamente una decrescita, ma è necessario fare una precisazione fondamentale: queste proiezioni si basano esclusivamente sulle segnalazioni trasmesse dai professionisti della medicina territoriale.

Bisogna prestare molta attenzione, poiché tale meccanismo non è in grado di censire la moltitudine di persone che optano per l’autocura nel proprio domicilio, che rappresentano attualmente la stragrande fetta dei contagiati», chiarisce il docente.Egli mette inoltre in luce come il carico di lavoro presso le strutture ospedaliere non accenni ancora a diminuire in modo significativo.Le preoccupazioni maggiori sono rivolte all’immediato futuro: è necesario conoscere per poter prevenire il picco che si sta abbattendo sull’Italia e che preoccupa milioni di cittadini. Servono le giuste precauzioni per evitare il peggio.

Con il ritorno degli studenti nelle aule scolastiche e la ripresa a pieno ritmo di tutte le mansioni professionali dopo la pausa festiva, la propagazione del patogeno potrebbe incontrare condizioni favorevoli per una nuova accelerazione. «Non mi sentirei di scartare l’ipotesi di una recrudescenza aggressiv* nel corso del mese di febbraio», ammonisce Bassetti, focalizzando il suo intervento sulla variante nota come influenza K.