Un neonato era stato abbandonato in un piccolo vicolo del centro città, avvolto in una coperta leggera e con un biglietto attaccato al corpicino. Era una mattina fredda, e il silenzio del quartiere veniva rotto solo dal rumore dei passi sul selciato bagnato. Un passante, incuriosito da un fruscio insolito vicino a un cestino, si avvicinò e vide il piccolo, piangente ma apparentemente in buone condizioni.
Il cuore dell’uomo si strinse immediatamente. Raccolse il neonato tra le braccia con delicatezza, cercando di consolarlo e di capire cosa fosse accaduto. Fu in quel momento che il suo sguardo cadde sul biglietto legato alla copertina. Le parole scritte a mano erano tremolanti, ma chiare.
Leggere quelle parole fece scorrere un brivido lungo la schiena del passante. Non era solo il gesto di abbandono a colpirlo, ma la profonda fragilità e il dolore di una madre costretta a prendere una decisione così drammatica. Decise immediatamente che non avrebbe lasciato il piccolo in balia del destino: avrebbe contattato le autorità e si sarebbe assicurato che il bambino ricevesse cure immediate.

Mentre camminava verso il pronto soccorso più vicino, il pianto del neonato cominciò a calmarsi tra le sue braccia. Forse percepiva che era al sicuro, o forse reagiva alla gentilezza sconosciuta di quell’uomo. Arrivati in ospedale, il personale accolse il neonato e iniziò le prime cure, mentre il passante restava accanto, leggendo ancora una volta il biglietto.
Il piccolo, giunto in ospedale in fin di vita e in evidente stato di ipotermia, è stato ricoverato d’urgenza in rianimazione pediatrica. Da quel momento, però, inizia un’altra storia. Ci sarà stata una famiglia disposta ad accoglierlo? Scopriamo tutti i dettagli nella seconda pagina.