L’aria, in un reparto ospedaliero, era carica di quell’elettricità sottile che mescola la stanchezza della fatica al profumo intenso della gioia. L’odore neutro di disinfettante, qui, non riusciva a coprire il nuovo e fresco sentore di vita che si era appena manifestato.Per Veronica Pignata quello avrebbe dovuto essere il giorno della definitiva rinascita.
Dopo il parto cesareo, la donna aveva stretto tra le braccia il suo bambino. Tutto si era compiuto, apparentemente, nel migliore dei modi. Un sospiro di sollievo collettivo aveva accompagnato il trasferimento della neomamma in reparto, chiudendo il cerchio di mesi di tensione e attesa.
Tuttavia, qualcosa di invisibile e agghiacciante deve essersi inceppato in quel meccanismo perfetto. Un segnale flebile, che si è trasformato presto in una battaglia silenziosa per la sopravvivenza. Ed è stato il giorno dopo l’intervento che la speranza è crollata in maniera improvvisa e inesorabile.

La crisi, acuta e inaspettata, ha rotto la bolla di felicità, trasformando la sala in un’area di massima emergenza, con il personale medico che ha tentato ogni manovra possibile per rianimare la donna.Nel corridoio, il marito ha potuto solo assistere al panico, senza comprendere perché l’evento più naturale e lieto si fosse tramutato in un addio così assurdo.
La donna è deceduta poco fa ma quali sono state le precise dinamiche che hanno condotto alla scomparsa della giovane neomamma a poche ore dalla nascita del figlio? Ricostruiamolo insieme, in dettaglio, nella pagina successiva del nostro articolo.