A volte, la libertà può sembrare un castello d’oro. Un luogo protetto, esclusivo, ma che in realtà si rivela una prigione emotiva.Da questa intuizione parte il racconto di Cesare Cremonini, una confessione a cuore aperto sulla sua vita e sul desiderio di riprendere in mano il proprio destino, lontano dalle costrizioni del passato.
Per anni, infatti, l’artista ha vissuto in una realtà articolata e complessa, segnata da un sottotesto di manipolazione. Quella costrizione arrivava da un legame lavorativo apparentemente indissolubile.Il suo ex manager, Walter Mameli, era stato sì il suo scopritore, ma lo aveva anche imprigionato in quel recinto dorato.
Non poteva avere relazioni umane con chiunque facesse parte del suo stesso ambiente artistico.Un silenzio che aveva impedito persino l’amicizia con Lucio Dalla, al punto che il grande cantautore bolognese si vedeva costretto a telefonare alla madre di Cremonini per chiedere: «Signora, come mai non posso essere amico di suo figlio?».

Cinque anni fa, la rottura improvvisa. Un taglio netto, difficile, ma vitale, che ha portato l’artista a sentirsi di nuovo un esordiente.Questo nuovo slancio verso il mondo, in cui la libertà è diventata la sua strategia, lo ha spinto non solo a nuove collaborazioni (come il brano per Fiorello, “La Santa Pennicanza”) ma anche a rivelare aspetti profondi della sua sfera affettiva.Una trasparenza emotiva che tocca la sua infanzia, il rapporto con la famiglia e persino una dichiarazione inattesa sulla sua sessualità.
Cesare Cremonini si è lasciato andare ad una confessione, parlando di attrazione per un uomo ma di chi si tratta? Ve lo riveliamo nella pagina successiva del nostro articolo.