Il 7 giugno scorso, una scena agghiacciante ha scosso il grande parco di Villa Doria Pamphilj: tra la vegetazione, sono stati rinvenuti i corpi senza vita di una neonata di circa 6–8 mesi e di una donna poco più grande. Il corpo della bimba è stato individuato intorno alle 16:30 vicino a una siepe, privo di vestiti e con evidenti segni di violenza.
La donna, invece, trovata intorno alle 20:00 a una distanza di circa cento metri, era avvolta in un sacco nero, nuda e senza documenti. Nei cespugli circostanti gli investigatori hanno rinvenuto un giaciglio improvvisato con oggetti personali e pannolini, lasciando intendere che le due vittime vivessero nel parco da settimane.
L’esame autoptico ha confermato che la neonata mostra traumi multipli alla testa e al collo compatibili con uno strangolamento, mentre sul corpo della donna non sono stati individuati segni di lesioni esterne significative. Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, hanno puntato fin dall’inizio sulla possibilità di un duplice delitto.
I carabinieri hanno avviato una raccolta capillare di testimonianze e acquisito immagini da decine di telecamere nelle aree limitrofe, rivelando la presenza costante di una coppia con la bimba nei pressi del parco fin da aprile. Le indagini serrate delle forze dell’ordine hanno portato ad individuare il presunto responsabile: Rexal Ford, già finito in manette in Grecia ed è in attesa di un’udienza di estradizione verso l’Italia.
Secondo la Procura di Roma, Ford è sospettato di aver tolto la vita alla donna giorni prima e poi – dopo aver lasciato il corpo avvolto nel parco – la bambina sarebbe deceduta successivamente. In queste ore sta facendo il giro del web l’incredibile racconto dell’amico di Rexal Ford. Parole da brividi quelle riferite agli inquirenti: ecco tutti i dettagli nella pagina successiva.