Che una sana ed equilibrata alimentazione sia fondamentale per la salute cardiovascolare non è materia di discussione e, pur non essendo una condizione sufficiente, è quantomeno una condizione necessaria.
Non è un caso che sul portale dell’Istituto Superiore della Sanità, nella sezione Alimentazione e salute, si ribadisca che “una dieta corretta è un validissimo strumento di prevenzione”.
L’approccio dietetico
Per quanto riguarda l’approccio dietetico, fra i modelli ritenuti più interessanti per la salute del cuore si ricordano in particolare la dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) e la dieta mediterranea; quest’ultimo modello, si spiega sempre sul portale ISS, riduce l’incidenza di arteriopatia periferica, fibrillazione atriale, ictus e la mortalità per cause cardiovascolari.
Accanto alla corretta scelta del modello alimentare, può talvolta essere d’aiuto un sostegno nutrizionale mirato: supplementi dietetici come per esempio l’integratore di vitamina B12 IBSA o di altre vitamine del gruppo B, possono risultare utili, soprattutto in caso di carenze o nei regimi alimentari che prevedono un ridotto apporto di cibi di origine animale.
Una cosa è certa: la sinergia fra sana alimentazione e integrazione mirata può contribuire a proteggere la salute cardiovascolare, influenzando anche parametri meno conosciuti come per esempio la concentrazione di omocisteina nel sangue (omocisteinemia).
Omocisteinemia: un parametro poco noto, ma importante
L’omocisteina è un aminoacido che, di norma, è presente nell’organismo in quantità molto ridotte; qui svolge alcune importanti funzioni. Nelle persone sane, l’omocisteina è convertita in altri metionina e cisteina grazie all’azione delle vitamine B6 e B12 e dei folati (acido folico, vitamina B9).
Diversi studi mostrano che valori eccessivi di omocisteina (iperomocisteinemia) aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari (arteriosclerosi, infarto miocardico, trombosi venosa, ictus ecc.).
Le cause alla base di iperomocisteinemia sono diverse; fra queste c’è un’insufficiente assunzione di vitamine del gruppo B (in particolare le tre citate in precedenza). Da qui la raccomandazione di inserire nella propria dieta un’adeguata quantità di verdure a foglia verde e legumi, cereali integrali, pesce, latticini, uova ecc. tutti alimenti che possono fornire un buon apporto di vitamine del gruppo B. Anche l’assunzione di frutta deve essere adeguata dato l’apporto di vitamine e fibre.
I grassi buoni e quelli da limitare
La salute del cuore è legata anche alla tipologia di grassi che si assumono. I nutrizionisti raccomandano di limitare quelli saturi (contenuti in carni rossi, insaccati, burro, formaggi stagionati) e di privilegiare quelli mono- e polinsaturi. Così facendo si può limitare la colesterolemia LDL e, quindi, la formazione di placche aterosclerotiche.
Fra gli alimenti consigliati si ricorda in particolare il pesce azzurro. Per i condimenti è consigliabile privilegiare l’olio extravergine di oliva.
È importante tenere sotto controllo la glicemia
Tenere sotto controllo la glicemia (glucosio nel sangue) è fondamentale per proteggere i vasi sanguigni. A questo proposito il consiglio è quello di consumare alimenti a basso indice glicemico e ricchi di fibre, alimenti magri e cibi ricchi di “grassi buoni”. Si dovrebbero evitare invece, o comunque limitare molto, i cibi ultraprocessati, le bevande zuccherate, i succhi di frutta confezionati ecc.
Attenzione agli eccessi di sodio
Il sodio è un elemento importante per l’organismo, ma un’assunzione eccessiva – tipica dell’alimentazione moderna – è correlata al rischio di ipertensione arteriosa, un importante fattore di rischio cardiovascolare.
È consigliabile a questo proposito insaporire i piatti con spezie ed erbe aromatiche riducendo l’uso di sale da cucina. È anche importante consumare cibi ricchi di potassio (banane, kiwi, patate e verdure a foglia) perché aiuta a bilanciare gli eccessi di sodio, con benefici effetti sulla pressione arteriosa.