A partire da oggi, medici e infermieri potranno effettuare riprese video durante le visite e i trattamenti in ospedale. Una novità destinata a far discutere, introdotta da una recente circolare del Ministero della Salute che autorizza l’utilizzo di sistemi di registrazione audiovisiva all’interno delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate.
Le registrazioni potranno essere utilizzate per finalità cliniche, formative e di sicurezza, ma sarà sempre richiesto il consenso informato del paziente. La decisione ha già diviso l’opinione pubblica. Da un lato, molti professionisti della sanità plaudono all’iniziativa: “È un passo avanti per la sicurezza di chi lavora in corsia, spesso sotto pressione e a rischio aggressioni”, ha dichiarato il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (FNOMCeO).
Dall’altro, molti cittadini esprimono forte preoccupazione per la propria privacy, temendo un uso improprio delle immagini e un clima di sorveglianza continua anche nei momenti più delicati della cura. Purtroppo negli ultimi anni si sono moltiplicati gli episodi di violenza negli ospedali e nelle strutture sanitarie.
In diverse città italiane, medici e infermieri sono stati aggrediti verbalmente e fisicamente da pazienti o familiari esasperati. È in questo contesto che si colloca la misura: l’intento è quello di prevenire gli abusi, tutelare il personale e raccogliere eventuali prove in caso di comportamenti violenti o contestazioni legali.
Dal punto di vista normativo, il Ministero ha sottolineato che tutte le registrazioni dovranno avvenire nel rispetto della normativa sulla privacy e del Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR). Ogni struttura dovrà inoltre predisporre un proprio regolamento interno per stabilire modalità, limiti e obiettivi delle riprese. A partire da oggi, medici e infermieri ci potranno filmare: scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva.