Da oggi medici e infermieri ci potranno filmare durante le visite in ospedale (2 / 2)

In Italia, episodi di violenza contro operatori sanitari, forze dell’ordine e dipendenti pubblici sono sempre più frequenti. Il 26 aprile, una donna si è scagliata contro un medico all’ospedale di Chieri (Torino), ritenendolo responsabile del decesso del compagno. A novembre 2024, un capotreno è stato colpito da una lama da un passeggero senza biglietto, mentre a marzo 2024  in un penitenziario minorile milanese due agenti sono stati colpiti.

Per contrastare queste aggressioni, il governo e le aziende stanno introducendo le bodycam, dispositivi di registrazione audio-video indossabili. Il decreto-legge sicurezza dell’11 aprile 2024 ne estende l’uso alle forze dell’ordine, con un investimento di oltre 23 milioni di euro entro il 2027. Intanto, sperimentazioni sono già partite in sanità, trasporti e penitenziari.

La ULSS 4 Veneto Orientale sta testando bodycam in due pronto soccorso, fornite gratuitamente da Axon (ex Taser). Le telecamere si attivano solo in caso di tensioni, previo avviso ai pazienti. Le immagini vengono conservate per 7 giorni. Anche FS Security sta sperimentando 10 bodycam in Liguria, con funzione di pre-recording per catturare anche i momenti precedenti all’azione.

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Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha stanziato 4,9 milioni per 705 bodycam, ma i sindacati criticano le procedure farraginose in quanto servirebbe l’autorizzazione del comandante per l’attivazione. Le bodycam pongono interrogativi sulla privacy, ma il Garante ha dato il via libera con precise linee guida.

Secondo il procuratore Nicola Gratteri, “il prezzo della sicurezza è rinunciare a un po’ di privacy”. Se efficaci, queste tecnologie potrebbero diventare uno standard, riducendo gli episodi controversi e garantendo maggiore tutela per chi lavora a contatto con il pubblico.