Nella notte tra il 26 e il 27 gennaio scorso Andrea Bossi è stato eliminato nella sua abitazione a Cairate. Dopo un mese estenuanti ricerche, gli investigatori sono riusciti finalmente a rintracciare i colpevoli e ad ammanettarli. Numerosi gli indizi lasciati sulla scena del delitto, dove il sopralluogo dei Ris ha fatto emergere le prove della loro colpevolezza.
Inoltre, in queste settimane è stato eseguito un lavoro di verifica delle immagini degli impianti di videosorveglianza pubblici e privati. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il movente sarebbe di natura economica: dall’abitazione di Bossi erano spariti gioielli di proprietà della vittima, che era un orafo diplomato e realizzava preziosi personalizzati.
Dai primi risultati dell’esame autoptico era emerso come a rivelarsi fatale per Bossi fosse stata una coltellata al collo. A compiere materialmente il delitto sarebbe stato uno dei due colpevoli, ai quali l’orafo avrebbe aperto volontariamente la porta di casa. Poi una volta accortosi dell’azione furtiva dei due, Bossi si sarebbe ribellato e la situazione sarebbe presto degenerata.
Una volta dileguatisi dall’abitazione, i due colpevoli avrebbero compiuto avrebbero lasciato numerose tracce del delitto commesso, spianando la strada alle indagini delle forze dell’ordine. Il gup di Busto Arsizio ha disposto l’arresto dei due colpevoli, che sono stati trasferiti nel penitenziario alle prime luci dell’alba.
Dai primi rilievi presso l’abitazione, è parso evidente come non vi fossero segni di scasso, un dettaglio che ha subito fatto intuire come il povero Andrea Bossi conoscesse perfettamente i suoi aguzzini. Chi sono i colpevoli del delitto? Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva.