Ieri mattina, nell’atrio dell‘Enaip, l’istituto professionale alle porte di Varese, un’insegnante è stata colpita da uno studente di 17 anni. Parliamo di una notizia che, in men che non si dica, ha raggiunto i principali siti d’informazione, dando il via ad una marea di commenti e riflessioni.
Riflessioni doverose, in quanto l’accaduto si consumato tra le mura di un istituto scolastico, quello in cui, nel quotidiano, i nostri figli dovrebbero recarsi per seguire le lezioni, per imparare, per spianarsi la strada per il futuro, non certo per compiere simili reati ai danni di chi ha il compito di formarli.
Non è il primo caso, non sarà l’ultimo, quello accaduto alla professoressa 57enne , raggiunta da una serie di fendenti, e che avrebbe potuto perdere la vita. In tantissimi, in queste ore, stanno manifestando la massima vicinanza e solidarietà nei confronti della docente, con messaggi partecipativi.
Resta lo sconcerto, l’incredulità, misti a quel senso di rabbia dinnanzi a quello che non doveva accadere ma che si è materializzato, proprio ieri mattina, in orario scolastico. Le indagini proseguono senza sosta, a caccia del movente che abbia guidato la mano dello studente nel compimento del reato.
Ma cosa è accaduto esattamente? Vediamolo insieme, alla luce della primissima ricostruzione effettuata a mezzo stampa, grazie al racconto della stessa professoressa colpita dallo studente 17enne, nella seconda pagina del nostro articolo.