Ha lasciato l’Italia letteralmente paralizzata l’ennesimo caso di cronaca nera che ha tinto di rosso le pagine dei principali siti d’informazione nazionali. Un ritrovamento, quello del corpo senza vita della 59enne Giovanna Pedretti, ristoratrice di Lodi, che al momento è avvolto da molti dubbi, molte perplessità che dovranno essere fugate da chi sta indagando.
Giovanna era una lavoratrice instancabile, ponendo la sua opera al servizio dei bisognosi, con iniziative benefiche volte ad aiutare i fragili, i deboli, gli emarginati, coloro che, nel quotidiano, subiscono pregiudizi. Ora c’è una comunità, stretta attorno alla sofferenza dei familiari, chiusi nel silenzio, di un lutto improvviso.
Tanti i perché su cui occorrerà trovare una risposta, mentre le saracinesche della pizzeria Le Vignole, sono abbassate. Giovanna non fa più parte della dimensione terrena, rinvenuta priva di vita sulle sponde del fiume Lambro, domenica 14 gennaio.
Un rinvenimento che getta ombre fittissime sui contatti della donna, su chi possa averle voluto del male, portandola a togliersi la vita (ipotesi, al momento, più accreditata da chi sta indagando). Sebbene nessuno possa ridarle la vita, la verità e la giustizia vanno preservate con ogni mezzo, perché il suo caso è molto più complesso di quanto si pensi.
Un annuncio improvviso, sul caso di Giovanna Pedretti, ha sconvolto gli italiani che, sin dalle prime battute, lo hanno seguito attentamente. Vediamo insieme nella seconda pagina di cosa si tratta, sulla base degli ultimissimi aggiornamenti diramati a mezzo stampa proprio in queste ore.