Esiste davvero la giustizia? Si può davvero definirla tale quella emessa tra le aule di un tribunale? Questo è ciò che in tanti si staranno chiedendo, alla luce dell’ennesima condanna, appena arrivata. Una sentenza che sta facendo molto rumore.
E’ stata appena battuta a mezzo stampa ma, andando a toccare una delle piaghe della nostra società, non può che innescare un fortissimo clamore mediatico. Al centro della vicenda ci sono ancora una volta le donne, donne che hanno corso il rischio di essere strappate alle dimensione terrena da chi, un tempo, le aveva amate.
Se la storia di Giulia Cecchettin, cui è stata tolta la vita per mano del suo ex fidanzato, Filippo Turetta, ci sta facendo riflettere su quanto i femminicidi siano un’emergenza sociale, non va mai sottovalutato un altro problema: quello delle donne sopravvissute per miracolo, dalle grinfie di chi le avrebbe fatte fuori.
C’è chi è riuscita a fuggire, chi è stata aiutata, chi, semplicemente, graziata alla sua triste sorte che si sarebbe consumata proprio tra le mura domestiche, quelle che reputiamo sicure, quelle in cui ci rifugiamo per proteggerci da ciò che ci circonda, pur non sapendo che, molto spesso, i mostri sono in casa, abitano con noi.
Ha sconvolto tutti quanti la storia di un ragazzo che tolse la vita al padre per difendere la madre. Oggi è arrivata la condanna che ha lasciato milioni di utenti letteralmente senza parole, innescando una vera e propria bufera. Vediamo insieme cosa è accaduto, nella seconda pagina.