Ha sconvolto l’Italia intera il femminicidio della 29enne campana Giulia Tramontano, la consulente immobiliare, residente a Senago, nell’hinterland milanese , incinta di sette mesi, la cui vita è stata stroncata, lo scorso 27 maggio, dal compagno e convivente Alessandro Impagnatiello, in carcere con le accuse di omicidio aggravato, soppressione di cadavere e procurato aborto.
Giulia è solo una delle tante donne cui è stata tolta la vita da chi avrebbe dovuto amarle e proteggerle. Parliamo di una mattanza che non accenna a diminuire, nonostante si propongono studi, ricerche e risposte ad un problema che continua ad essere enorme, immenso e irrisolto. A parlare sono i dati: 120 sono le donne che nel 2022 hanno perso la vita per femminicidio.
Si è più volte sottolineata l’importanza di una reale educazione ai sentimenti, alla parità tra sessi, che parta dai bambini in età prescolare, in modo da evitare che i modelli, frutto di atavici concetti, possano radicarsi in loro.
Occorrono, con un urgenza, dei cambiamenti, con politiche sociali, economiche, culturali che non discriminino le donne, attuando una vera parità; quella che ancora oggi, nel 2023, manca. Finché questo non si verificherà, purtroppo, il numero delle donne fatte fuori per mano di un uomo, sarà destinato ad aumentare drasticamente.
Intanto le indagini proseguono e nell’appartamento di Senago, dove Giulia è stata accoltellata dal compagno, sono state trovate impronte digitali. Vediamo cosa sta accadendo.