Alessandro Impagnatiello rompe il silenzio dalla casa circondariale: parole che fanno discutere (1 / 2)

Alessandro Impagnatiello rompe il silenzio dalla casa circondariale: parole che fanno discutere

Giulia Tramontano, 29 anni, campana trapiantata a Milano, come molti giovani del Sud in cerca di lavoro, e il piccolo Thiago che portava in grembo, non fanno più parte della dimensione terrena. Che le speranze fossero diventate flebili, lo si intuiva, dato lo scorrere del tempo, ma la certezza è arrivata dopo la confessione del suo compagno, Alessandro Impagnatiello.

E’ stato lui, ora detenuto nel carcere milanese di San Vittore, che nelle prossime ore dovrebbe essere sottoposto a interrogatorio di garanzia, a toglierle la vita. Il reo confesso ha indicato ai carabinieri dove si trovava il corpo di Giulia e dovrà vedersela con accuse pesantissime.

Il barman 30enne dalla vita sentimentale parallela, difatti, è accusato di omicidio con premeditazione della compagna 29enne incinta al settimo mese, occultamento di cadavere e interruzione di gravidanza non consensuale, mentre gli inquirenti continuano, incessantemente, ad occuparsi di questo caso che è, indubbiamente, uno dei più efferati.

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Mentre proseguono gli accertamenti sulla casa di via Novella 14 a Senago, nel Milanese, dove la coppia viveva, si continua a scavare nel vissuto di quest’uomo, di Giulia, della doppia vita che ha portato avanti per mesi, per ricostruire compiutamente gli ultimi istanti di Giulia, prima che lui ponesse fine alla sua giovane esistenza.

Alessandro Impagnatiello, intanto, dalla casa circondariale di San Vittore, ha rotto il silenzio e le sue parole fanno discutere. Vediamo insieme cosa ha dichiarato nella seconda pagina del nostro articolo.