Smettere di allattare: tutto quello che devi sapere

Smettere di allattare non deve essere un problema e tanto meno un cruccio per la mamma che decide che è giunto il momento di staccare il proprio bambino da seno. Eccovi alcuni consigli utili per vivere al meglio questo passaggio importante

Smettere di allattare: tutto quello che devi sapere

Il momento di smettere di allattare arriva per tutte le mamme ma, mentre alcune riescono a farlo quando il bambino è già oltre l’anno di vita, altre sono costrette a smettere prima e, in alcuni casi, molto precocemente.

Allattare al seno il proprio bambino è un’esperienza davvero eccezionale e, come tutti gli esperti continuano a ribadire, utilissima per intensificare il legame tra madre e figlio nonché per rafforzare la salute del proprio bambino. Nonostante ciò, prima o dopo, arriva il momento in cui si deve interrompere questa pratica.

Alcune mamme sono costrette a smettere di allattare dopo un mese, ma potrete continuare a dare il vostro latte al bambino anche quando si fa più grandicello. Ovviamente, dopo i 6 mesi, sarà necessario integrare la poppata con cibo solido.

Non ci sono controindicazioni se si prosegue l’allattamento al seno anche per lunghi periodi: alcune mamme decidono di smettere di allattare a 2 anni di età del piccolo. E’ importante però che, quando giunge il momento di interrompere, lo si faccia con gradualità, non solo per abituare il bambino al distacco, ma per non incorrere in spiacevoli problemi e patire molto dolore al seno. Vediamo insieme come interrompere l’allattamento.

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Il dolce momento dell’allattamento

Smettere di allattare senza farmaci

Ci sono dei farmaci che possono essere utilizzati per far andare via il latte e poter smettere di attaccare il bimbo al seno. Il Dostinex, ad esempio, è un medicinale che previene la produzione di latte agendo sulla prolattina, l’ormone che stimola la formazione del latte, presente nel sangue. Questo farmaco è efficace soprattutto se utilizzato fin dai primi giorni dopo il parto e, meglio ancora, se assunto prima della montata lattea ma può essere inutile dopo le prime otto settimane dal parto. In più, gli effetti collaterali sono molteplici e comprendono forti dolori al ventre.

Per questo motivo è consigliato, se proprio non è strettamente necessario, smettere di allattare in modo naturale e con gradualità.
L’interruzione dell’allattamento dev’essere fatta con calma e gradatamente per evitare alcune spiacevoli conseguenze dovute al cambio di abitudine e, soprattutto per prevenire l’insorgenza di mastiti.

Una volta presa la decisione di smettere con l’allattamento, la cosa migliore è iniziare a togliere le poppate meno importanti, cosicché anche il piccolo cominci ad abituarsi a far a meno del seno. Se vostro figlio è già grandino è probabile che vi chieda il seno per abitudine, noia e bisogno di contatto, perciò eliminare la poppata di metà pomeriggio potrebbe risultarvi semplice, basta tenerlo occupato con qualche gioco o portarlo a fare una passeggiata per tenerlo distratto.

Più complicato sarà staccarlo dal seno nei risvegli notturni o la sera prima di dormire, anche in questo caso è opportuno farlo con delicatezza e gradualità per evitare di trovarsi in situazioni spiacevoli, con il bambino che strilla per l’intera notte. D’altro canto, non fatevi spaventare, non potrete di certo allattare per sempre!
Le nonne utilizzavano un metodo un po’ drastico per staccare i bambini dal seno applicando sostanze amare o acide perché il piccolo rifiutasse spontaneamente di succhiare ma, secondo alcuni pediatri, sono strategie che possono rovinare il ricordo splendido che un bambino conserva del contatto esclusivo che aveva con la madre.

Smettere di allattare: tutto quello che devi sapere

Il bambino può risentire del distacco

Smettere di allattare: seno gonfio

Avete deciso di smettere di allattare ma il latte non va via e il seno è gonfio e dolorante?
Solitamente questo problema si risolve nel giro di una settimana e in modo naturale. Tuttavia, se avete i seni particolarmente tesi e doloranti e sentite che sono comparsi dei noduli, allora sarà meglio che vi rivolgiate al medico che potrà prescrivervi qualche farmaco specifico per alleviare i disturbi.

Non è da sottovalutare un altro fattore: dopo l’allattamento il vostro seno cambierà sostanzialmente aspetto e misura e, se vi siete abituate ad essere delle maggiorate, potreste sentirvi a disagio. In più, a causa dell’ingrossamento repentino e poi dell’appiattimento, potrebbero comparire delle smagliature.
Se avete questo problema potrete provare ad alternare docce calde a docce fredde indirizzate direttamente sul seno, per tonificare la pelle con velocità. Fin dai primi giorni di gravidanza è consigliato il trattamento della pelle con prodotti che favoriscano l’elasticità della cute, se non lo avete già fatto non preoccupatevi, le smagliature appena comparse si possono eliminare, basta non lasciarle diventare bianche.

Quando sarete ritornate in forza non sottovalutate l’importanza di fare qualche esercizio mirato per rassodare il seno.

Non per tutte le mamme allattare al seno è una cosa appagante, i cibi da evitare durante l’allattamento, i tempi da rispettare e il bisogno di essere sempre presenti può indurre a voler smettere di attaccare il bimbo al seno. Altre donne sono costrette a farlo per problemi di salute, senza contare che a molte mamme il latte non monta mai; questo non significa essere un genitore di serie B e, tanto meno, che il vostro bambino sarà meno sano di altri.

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Commenti
Paola Lodato

21 settembre 2016 - 16:53:08

Io allatto ancora ed è bellissimo...

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