Ylenia Musella, l’umiliazione anche dopo la scomparsa sul manifesto funebre (2 / 2)

Si sono svolti ieri, sabato 7 febbraio, a Napoli, le esequie funebri di Ylenia Musella. Un dolore composto ma visibile quello che ha attraversato il rione Luzzatti, dove la comunità si è stretta attorno alla famiglia della giovane per l’ultimo saluto nella chiesa della Sacra Famiglia. Un luogo scelto non a caso: è qui che la famiglia Musella ha vissuto a lungo prima di trasferirsi a Ponticelli.

Sulle magliette indossate da amici e conoscenti, il volto sorridente di Ylenia e frasi cariche di affetto. All’arrivo della bara bianca, accolta da un lungo applauso, lacrime e abbracci hanno scandito un momento di profonda partecipazione collettiva. Un gesto semplice, ma potente, per ricordare una ragazza descritta da tutti come solare e piena di vita.

Durante l’omelia, padre Federico Saporito ha espresso con difficoltà il senso di smarrimento davanti a una perdita così giovane e ingiusta, sottolineando il peso che certe parole assumono quando il dolore è ancora troppo vicino. A intervenire anche l’arcivescovo di Napoli, don Mimmo, che ha invitato familiari e amici a non lasciare che la sofferenza si trasformi in rabbia, ma a custodire il ricordo di Ylenia come atto di amore e umanità.

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Un elemento che ha colpito molti è stato il manifesto funebre, dove accanto all’annuncio della scomparsa compare anche il riferimento al fratello, oggi detenuto. Una presenza che rende ancora più complessa e lacerante una vicenda già difficile da comprendere e accettare. Sul fronte giudiziario, nella giornata di oggi la giudice per le indagini preliminari Maria Rosaria Aufieri ha convalidato il fermo con custodia nel penitenziario.

Nel provvedimento emerge anche un richiamo al clima di scarsa collaborazione registrato nell’area del Parco Conocal, ritenuto un ostacolo alle indagini. Gli accertamenti tecnici proseguono per chiarire in modo definitivo quanto accaduto, mentre Napoli resta sospesa tra il bisogno di verità e quello, altrettanto forte, di dare spazio al silenzio del lutto.