
Sono in tanti coloro che stanno seguendo l’evoluzione del caso Sgarbi,preoccupati per le condizioni del critico d’arte per antonomasia del piccolo schermo italiano.
Il tribunale civile di Roma è diventato il teatro di un confronto serrato tra Vittorio Sgarbi e sua figlia Evelina, nell’ambito di un’udienza legata alla richiesta di mantenimento e al riconoscimento degli obblighi paterni. L’organo giudiziario ha ritenuto necessario disporre una perizia medica su Sgarbi , in modo da verificare se sia in grado di comprendere il significato e le conseguenze personali, patrimoniali e giuridiche delle decisioni più complesse.
Questa perizia nasce dall’esigenza di Evelina, figlia del critico d’arte, di verificare se il padre sia pienamente in grado di autodeterminarsi in relazione ad atti di particolare rilevanza, soprattutto sul piano patrimoniale e giuridico e, nel caso contrario, di nominare un amministratore di sostegno.Secondo quanto riferito dal legale di Evelina, l’avvocato Lorenzo Iacobbi, il primo ascolto di Sgarbi da parte del giudice sarebbe stato fissato entro il 15 febbrai

Il Tribunale ha ritenuto necessario approfondire il quadro clinico prima di assumere qualsiasi decisione definitiva. Il giudice ha nominato un consulente tecnico d’ufficio, una psicologa psicoterapeuta, che deve esaminare goli atti del procedimento, acquisire la documentazione sanitaria esistente e raccogliere informazioni dai medici che hanno avuto in cura Sgarbi. Sarà dunque la perizia a stabilire la sussistenza o meno di condizioni psicologiche, psicopatologiche o cognitive che possano incidere sulla capacità di Vittorio di assumere decisioni in modo autonomo.
La perizia dovrà concludersi entro il 31 maggio. Il percorso giudiziario, ora, entra in una fase decisiva: l’esito della stessa sarà determinante per stabilire se e in quale misura sia necessario un supporto nella gestione degli aspetti personali e patrimoniali del critico d’arte.