Vittorio Sgarbi, la clamorosa notizia poco fa (2 / 2)

Il Tribunale civile di Roma ha disposto una perizia medica per Vittorio Sgarbi, finalizzata a valutare se il critico d’arte sia in grado di comprendere le implicazioni personali, patrimoniali e legali delle proprie decisioni, soprattutto quelle di particolare complessità. La misura si inserisce nel procedimento avviato dopo la richiesta della figlia, Evelina Sgarbi, di nominare un amministratore di sostegno per il padre.

Il giudice ha nominato un consulente tecnico d’ufficio, una psicologa psicoterapeuta, incaricata di esaminare la documentazione sanitaria, compiere i necessari accertamenti e raccogliere informazioni dai professionisti che hanno seguito Sgarbi. L’obiettivo è stabilire se vi siano condizioni psicologiche, cognitive o psicopatologiche tali da influire sulla capacità del professore di compiere atti di straordinaria amministrazione o esercitare i propri diritti personali.

Il termine per la conclusione dell’attività peritale è fissato al 31 maggio. La figlia di Sgarbi, tramite il suo legale Lorenzo Iacobbi, ha commentato con soddisfazione la decisione del tribunale. La giudice Paola Scorza ha infatti fissato il primo ascolto del critico d’arte entro il 15 febbraio, garantendo che il consulente tecnico potrà accedere alle cartelle cliniche di Sgarbi.

Federica Torzullo, si scopre solo ora: aggredita per 45 minuti e… Federica Torzullo, si scopre solo ora: aggredita per 45 minuti e…

La difesa del professore, rappresentata dall’avvocato Ruffolo, aveva chiesto che i documenti rimanessero riservati, richiesta che la giudice ha respinto, confermando la possibilità di consultare i fascicoli clinici. Secondo Iacobbi, l’azione della figlia non ha finalità economiche: “Vogliamo tutelare la salute del professore, non fare una disputa patrimoniale. Evelina è già nell’asse ereditario, ma è importante conoscere le reali condizioni del padre”.

L’avvocato ha inoltre sottolineato che se fosse stata accolta la richiesta di accesso alla documentazione già un anno e mezzo fa, oggi non si sarebbe dovuto ricorrere a un provvedimento giudiziario. La perizia ordinata dal tribunale rappresenta un passo decisivo per fare chiarezza sulla capacità del critico d’arte di gestire questioni di particolare rilevanza personale e patrimoniale. Il risultato definitivo è atteso per la fine di maggio.