
Il caso divampato durante Sanremo 2026 riguarda l’omaggio dedicato a Peppe Vessicchio, la cui assenza fisica dal podio è diventata una ferita aperta per il pubblico. .
Dopo la prima puntata di “Non è la TV”, la diretta YouTube di Fanpage.it, la figlia del Maestro, Alessia Vessicchio, ospite di Andrea Parrella e Gennaro Marco Duello, A ha raccontato di non aver ricevuto alcun invito ufficiale per l’Ariston, nonostante il ruolo storico del padre nel Festival di Sanremo. E in poche ore il dibattito si è acceso tra fan e addetti ai lavori.Trattandosi del primo Festival dopo la scomparsa di Vessicchio, le parole di Alessia hanno colpito dritte al cuore dei fan, commuovenoli. Alessia ha rivendicato il legame profondo tra suo padre e Sanremo, sottolineando l’affetto che in queste ore le sta arrivando da ogni parte: persone comuni, cantanti, musicisti, maestri e artisti.
Alessia ha dichiarato: “C’è già una certezza. Io non sto seduta in prima fila insieme alla figlia di Pippo Baudo. Ma voglio dire: Sanremo non è 50% Baudo e 50% Vessicchio? Non avete idea dell’amore della gente che sto toccando da due giorni. Dalle persone comuni ai cantanti, ai maestri, agli artisti: sono tutti pieni d’amore nei confronti di mio padre. Lui era Sanremo quanto Pippo: uno alla conduzione e l’altro per la parte musicale. Però in prima fila ci sono solo i figli di Baudo” , aggiungendo di non essere stata invitata all’Aristone di seguire il Festival da casa.

La figlia di Peppe Vessicchio ha chiesto: “In che posizione sarò seduta? Nessuna. Io il Festival lo vedrò da casa Vessicchio”, per poi addentrarsi in un aneddoto: “Uno degli autori mi ha contattato per farmi le condoglianze e io mi sono resa disponibile per qualsiasi cosa. Poi ho incontrato Carlo, a un mese dalla scomparsa di mio padre, e mi ha detto: “Faremo una cosa bellina, una bella clip”. Passiamo ad altri argomenti, dai!”.
Il Maestro è simbolo di competenza e garbo e sono in tanti coloro che hanno messo l’accento sulla mancanza di profondità del tributo. La sedia vuota davanti all’orchestra è diventata così il simbolo di una protesta che chiede più rispetto per le icone storiche. Il nome di Peppe Vessicchio continua a dominare le tendenze, segno che il legame tra il direttore e il suo pubblico è fortissimo, e oggi questo legame ha un passaggio di testimone. A mantenerlo vivo è Alessia.